Le contestazioni a Salvini, che ora contano anche i primi feriti, non si fermano al confronto a distanza – che dura da giorni – tra il leader della Lega e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ora la polemica coinvolge anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi al quale non basta un retweet di una frase del deputato Pd Emanuele Fiano: “La nostra opposizione alle idee della Lega è totale, ma anche quella alla violenza”. La Lega Nord infatti reagisce e con i senatori Paolo Arrigoni, Silvana Comaroli e Nunziante Consiglio attacca il premier: “Non basta rilanciare un tweet di Fiano, da Renzi vogliamo condanne senza se e senza ma alla violenza e azioni concrete per cancellarla. Il governo non sta facendo niente per contrastare gli atti squadristi dei fomentatori d’odio, l’immobilismo è colpevole”. E aggiungono: “I contromanifestanti si definiscono tutti clandestini e gay? Per noi sono tutti squadristi e delinquenti“.

È della stessa idea Massimiliano Fedriga, capogruppo leghista alla Camera: “Continuano le aggressioni da parte di balordi estremisti di sinistra e Alfano e il governo continuano a non voler intervenire e a permettere contromanifestazioni e atti violenti. Gli amici di Alfano cercano di scaricare sulle forze dell’ordine l’inefficienza del loro ministro”.A rispondere è Renato Schifani, presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc: “Salvini la smetta. Il ministro Alfano e le Forze dell’ordine stanno facendo un lavoro encomiabile per difendere il suo legittimo diritto a manifestare ed esprimere le sue idee. Non è accettabile che travisi la realtà addossando responsabilità che non esistono e che quotidianamente rivolga accuse e epiteti al limite della diffamazione proprio a colui che finora ha garantito la sua libertà di espressione”.

Ma il botta e risposta prosegue e Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato, attacca ancora: “Ora basta: al di là delle parole di circostanza di Alfano e Renzi servono i fatti: basta con la connivente violenza con i centri sociali, basta con la protezione nei confronti di questi figli di papà spacca-vetrine. Alfano venga in Aula al Senato per riferire quanto prima su questi episodi assurdi. Non basta dare solidarietà a Salvini se poi non si è in grado di garantire davvero sicurezza e libertà”. Gli risponde Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra: “Di qui alle regionali Salvini arriverà ad accusare Alfano della fame nel mondo e del buco nell’ozono. Almeno in una esternazione ogni venti, tuttavia, dovrebbe ricordarsi di ringraziare le forze dell’ordine che proteggono i suoi tour e chi volterianamente, pur non condividendo una sillaba delle castronerie che dice, si adopera per far sì che Salvini possa dirle”.

E siccome il tour elettorale era in Toscana sono intervenuti molti dei rivali del candidato leghista alla Regione, Claudio Borghi Aquilini. Secondo il presidente di Regione uscente e ricandidato Enrico Rossi (Pd) “Salvini è un provocatore, è un incendiario, cerca la provocazione volutamente. Propone soluzioni assurde a problemi reali. Attizza l’odio e la violenza. Bisogna stare attenti a non cadere nelle provocazioni. Ha diritto di parlare, ma anche noi abbiamo diritto di richiamarlo al senso di responsabilità e abbiamo anche il diritto di combatterlo pacificamente, perché chi attizza odio e violenza deve essere combattuto dalle forze democratiche”. Anche Giacomo Giannarelli (candidato del Movimento Cinque Stelle) attacca il leader leghista: “Condanniamo la reazione violenta delle forze dell’ordine, ma soprattutto condanniamo Salvini e l’irresponsabilità politica di questa Lega Nord che fomenta lo scontro per poi trincerarsi dietro chi deve gestire i disordini da loro scatenati”. Dello stesso parere è il candidato della sinistra, Tommaso Fattori: “Noi difendiamo il diritto di manifestare e anche di contestare chi, come Salvini, incita ogni giorno all’odio e alla guerra verso gli ultimi”.