Una marcia di 24 chilometri per chiedere l’approvazione della legge che introduce il reddito di cittadinanza anche in Italia. Attivisti e parlamentari del Movimento 5 Stelle in corteo da Perugia ad Assisi con una proposta rivolta anche agli altri partiti: “Siamo pronti a trattare con la maggioranza”, ha detto al FattoTv il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. A distanza ha risposto l’ex capogruppo Pd ed esponente della minoranza Roberto Speranza: “Apriamo subito un tavolo di lavoro. Sulla lotta alla povertà contano i fatti, non servono le bandierine di parte”. Ma è stato proprio Beppe Grillo a ribattere mentre sfilava per i sentieri umbri: “Non commento il nulla. Sarebbe un tavolo di lavoro con cassaintegrati della cultura politica. Sono da vent’anni lì che promettono e non hanno combinato nulla”. 

Video di Manolo Lanaro e Annalisa Ausilio

La marcia Perugia-Assisi non è solo l’evento per il reddito di cittadinanza, ma è soprattutto l’unico appuntamento della campagna elettorale del Movimento 5 stelle per le Regionali con Grillo e Casaleggio. “Siamo 50mila”, dice l’organizzazione mentre intorno gridano “onestà, onestà”. Il leader M5S in corteo prima a piedi e poi in camper. Alessandro Di Battista accompagnato dalla madre, Casaleggio con la maglietta gialla e il logo del comico vestito da San Francesco. Non c’è il critico Federico Pizzarotti, ma nessuno si aspettava che venisse fino a Perugia. C’è invece il figlio di Casaleggio, Davide, che però rimane per la maggior parte del tempo sul camper. Poi il deputato Alfonso Bonafede in skateboard che cade per la strada dissestata tra le risate dei colleghi e un’attivista di 81 anni partita da Perugia e che dice: “Arriverò fino in fondo, io sono con i giovani”.

 

L’obiettivo dei 5 stelle è quello di far parlare della legge sul reddito di cittadinanza: in discussione in commissione a Palazzo Madama, l’intenzione del gruppo è di riuscire a farla calendarizzare il prima possibile. “Se non passa”, ha detto Grillo al momento della partenza, “saranno tutti responsabili non verso il M5S, ma verso milioni di cittadini”. Il provvedimento è uno dei punti del programma M5S su cui anche Casaleggio insiste da mesi: “E’ una misura”, ha detto il cofondatore, “che deve essere approvata, io ci credo perché c’è in tutto il mondo. La Consulta dice di restituire soldi indebitamente sottratti ai pensionati: è un furto ma non basta per non fare il reddito di cittadinanza”.

Sulla marcia resta l’ombra di Grilloleaks: nelle scorse ore sono stati pubblicati alcuni audio su di un sito internet (poi oscurato) che rivelavano conversazioni tra il leader M5S e alcuni parlamentari. “Gli attivisti non contano un cazzo”, oppure “Casaleggio decide, io eseguo”, sono alcune delle frasi attribuite agli eletti. “Non voglio commentare”, ha detto il cofondatore. Mentre i parlamentari hanno smentito: “Mai pronunciate quelle parole, vogliono solo boicottarci in questa giornata importante”.

Grillo ha sfilato insieme ai cittadini e agli attivisti e a un certo punto si è improvvisato ‘maratoneta’: ha accelerato il passo proprio mentre il percorso della Perugia-Assisi incrociava la E45, all’altezza di Colle Strada, provocando rallentamenti degli automobilisti che curiosavano dalle loro auto. Dopo lo sprint finale è salito però sul camper che lo attendeva per riposarsi e fare in auto la tratta dei chilometri che restavano del percorso. Durante il percorso Grillo, senza mai nominarlo, come promesso qualche giorno fa sul blog, ha poi attaccato Matteo Renzi: “Governa chi vince e lui non ha mai vinto. Poletti poi è un ministro del Lavoro per caso. In realtà sono tutti lì per caso”.

Intorno a fare da scorta ai due cofondatori M5S ci sono stati durante il percorso i parlamentari: “Oggi è un ritorno alle origini”, ha detto uno dei componenti del direttorio M5s, Roberto Fico. “Noi siamo nati il 4 ottobre del 2009 il giorno di S.Francesco: dopo due anni possiamo continuare a camminare accanto alle persone”. E’ intervenuto anche Alessandro Di Battista: “Un’utopia sognare il reddito di cittadinanza? Anche il nostro ingresso in Parlamento era un’utopia. L’utopia, come diceva Galeano, serve a comunicare”.