Renzi governa e controlla con cattiveria. Occupa ogni posizione di potere. O sei con lui o ti asfalta. È molto più cattivo di Berlusconi”. Lo sostiene il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, nell’intervista pubblicata in Matteo Salvini #ilMilitante, e-book in uscita venerdì 8 maggio per GoWare a firma dei giornalisti Alessandro Franzi (Ansa) e Alessandro Madron, collaboratore de ilfattoquotidiano.it.

Il leader del Carroccio ha dunque chiaro chi sia il suo avversario e quali siano le sue ambizioni: “Grillo non mi spaventa – continua – È partito con tanti buoni presupposti e anche buone idee, però i suoi non sono fatti per governare. Grillo non andrà mai a governare. Quanto a me, non mi interessa avere tanti voti e non contare niente: voglio avere un voto in più di chi sta governando per andare a governare e provare a cambiare questo Paese”. Gli autori spiegano di aver voluto raccontare la nuova Lega che guarda anche al Sud, rinunciando al pregiudizio senza tralasciare l’analisi critica: “Un partito che per cambiare il centrodestra e l’Europa ha accettato anche di cambiare pelle”. Un lavoro, quello raccolto ne #ilMilitante, che punta soprattutto a raccontare da dove viene Matteo Salvini attraverso materiale d’archivio, racconti inediti e testimonianze dirette: “Raccontiamo un personaggio che si candida ad essere l’anti Renzi, cavalcando l’antieuropeismo e il disagio sociale, mettendo in campo un radicalismo che fa paura a molti” spiegano gli autori.

Il saggio, corredato da una parte iconografica e una multimediale, punta dunque a raccontare con parole, immagini e video, la figura del segretario della Lega Nord nelle sue varie sfaccettature: “leghista giovane, senza alcuna esperienza di governo” che è “cresciuto alla scuola di Umberto Bossi” e che “si è messo in testa di ricostruire il centrodestra del dopo-Berlusconi a immagine della sua nuova Lega”. E proprio a proposito di Berlusconi, lo stesso Salvini ne parla in un altro brano dell’intervista: “Ha fatto tanto – dice – Poi la storia va avanti e non penso che si possano riproporre le vecchie formule del tutti insieme appassionatamente, Forza Italia, la Lega, Ncd, Udc. Qualcuno mi dice che mi devo preparare a reimbarcare Alfano: mai nella vita. Dove vado con Alfano? Magari vinco le elezioni ma un giorno dopo inizio a litigare. Lo abbiamo già visto in passato con Fini, con Casini, con Buttiglione”.

Dunque una Lega, quella di Salvini, che dichiara ambizioni di governo, rinuncia ad essere il partito del Nord ma vuole essere forza nazional-popolare di un’Italia unita dalle incertezze per il futuro, come in Francia il Front National dell’alleata Marine Le Pen. Contro l’Ue, contro l’euro, contro l’immigrazione incontrollata, contro l’eccesso di tasse. Abile comunicatore, le parole d’ordine radicali di Salvini suscitano paura non solo negli avversari, che lo accusano di razzismo e populismo. I potenziali alleati diffidano di una proposta che ammicca agli ambienti della destra estrema. Eppure i sondaggi di popolarità lo hanno finora premiato. Salvini, che in gioventù fu il “comunista della Lega“, è arrivato al secondo posto dietro il premier Pd Matteo Renzi. Che vorrebbe sfidare, se non deciderà di candidarsi a sindaco della sua Milano. “Abbiamo così cercato di raccontare come e quando Salvini è diventato Salvini – concludono Franzi e Madron – l’eterno oppositore che ha scoperto la vocazione da leader, con la passione per il Milan e la Russia di Putin. Abbiamo cercato di raccontare il politico e anche l’uomo ‘da palcoscenico’…”.

Oltre all’intervista con Salvini, sono state raccolte testimonianze dirette di politici come Gabriele Albertini, Mario Borghezio e Roberto Formigoni. Di conduttori televisivi e radiofonici come Corrado Formigli e Claudio Sabelli Fioretti. Di intellettuali come Marco Belpoliti, Pietrangelo Buttafuoco, Giulietto Chiesa e Giovanna Cosenza.