Il mondo FQ

La guerra dei tribunalini a destra: Forza Italia contro la riapertura di Bassano chiede in cambio le “sue” Alba e Lucera

Gli azzurri si oppongono al ripristino dell'ufficio veneto, voluto da Nordio e dal sottosegretario Ostellari: pronti emendamenti alla Camera con la minaccia di non votare il ddl
La guerra dei tribunalini a destra: Forza Italia contro la riapertura di Bassano chiede in cambio le “sue” Alba e Lucera
Icona dei commenti Commenti

È rimasto l’unico provvedimento sulla giustizia con qualche chance di essere approvato dopo il referendum. Ma è anche un potenziale nuovo terreno di scontro nel centrodestra, già dilaniato dalle tensioni sulla legge elettorale. Parliamo del disegno di legge del governo per riaprire il Tribunale di Bassano del Grappa (Vicenza), soppresso nel 2012 dalla spending review voluta dal governo Monti, che cancellò 37tribunalini” subprovinciali. A spingere per la riapertura sono i due veneti al vertice del ministero della Giustizia, il ministro Carlo Nordio e soprattutto il sottosegretario leghista Andrea Ostellari, che a Bassano è stato pm onorario: ma il progetto non piace affatto a Forza Italia, soprattutto perché il nuovo ufficio – di dimensioni molto più ampie rispetto al passato – toglierebbe la maggior parte delle risorse al Tribunale di Vicenza, città del senatore Pierantonio Zanettin. A breve il ddl, in discussione alla Camera da gennaio, entrerà nella fase decisiva col voto in Commissione Giustizia: il termine per presentare gli emendamenti scade giovedì 24 settembre. E gli azzurri depositeranno una serie di proposte di modifica insieme alla minaccia di non votare il testo, anche come risposta all’accantonamento delle “loro” riforme sulla prescrizione e il sequestro degli smartphone.

Gli emendamenti di Forza Italia andranno in due direzioni. Da un lato, si cercherà di ridimensionare la competenza territoriale di Bassano in modo da “salvare” Vicenza, limitando il drenaggio di risorse ai circondari di Treviso e Padova (rispettivamente i territori di Nordio e Ostellari). Rispetto a quello soppresso nel 2012, infatti, il nuovo Tribunale avrebbe una competenza territoriale gonfiata a dismisura: si passerebbe da 31 a 72 comuni, per un bacino d’utenza moltiplicato da 184mila a 532mila abitanti. Nel disegno di legge l’organico non è specificato, ma un’ipotesi tecnica provvisoria lo stima in 26 giudici e dieci pm (oltre a 84 unità di personale amministrativo per il Tribunale e 36 per la Procura): per coprirlo servirebbe “rubare” a Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, l’11% e il 21% degli inquirenti.

Gli azzurri, poi, chiederanno la riapertura di altri piccoli tribunali soppressi in giro per l’Italia, in modo da rendere il provvedimento più equilibrato: le sedi proposte sono Lucera (Foggia), che sta a cuore al viceministro Francesco Paolo Sisto, e Alba (Cuneo), terra del capogruppo alla Camera Enrico Costa, ma anche Chiavari (Genova) e Rossano (Cosenza). Il ripristino di Lucera e Alba avrebbe dovuto entrare già nella versione originale del ddl, ma poi era stato abbandonato per puntare tutto su Bassano. In questo caso, l’emendamento di Forza Italia dovrebbe avere la forma di una delega, da affiancare a quella già presente nel testo, che affida al governo il compito di ridisegnare le circoscrizioni giudiziarie, spostando territori da un ufficio all’altro senza però istituire nuove sedi.

Il disegno di legge è stato contestato da avvocati e sindaci del Vicentino, che quest’estate hanno manifestato di fronte al palazzo di Giustizia. Anche l’Associazione nazionale magistrati, ascoltata a giugno in audizione alla Camera, ha espresso ferma contrarietà al provvedimento: si tratta di una “controriforma”, che “non corregge la riforma del 2012 sulla base di una valutazione dei suoi effetti, ma la rovescia assecondando istanze locali, senza una adeguata istruttoria sulle effettive carenze di cui soffrono i circondari interessati”, ha detto il giudice Sergio Rossetti, membro della giunta dell’Anm. Queste carenze, ha avveertito, “dovrebbero essere risolte immettendo risorse umane e materiali dove servono, senza istituire nuovi tribunali o mantenere in vita quelli che si era scelto di sopprimere”. Oltre a creare la sede di Bassano, infatti, il ddl ripristina definitivamente i “tribunalini” abruzzesi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, nonché le sezioni distaccate all’Isola d’Elba, Lipari e Ischia, tutti uffici aboliti sulla carta ma mantenuti attivi fino a oggi attraverso continue proroghe.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione