A cinque giorni dal via il primo padiglione dell’Expo di Milano viene “commissariato” causa flop. Succede al Cluster Bio Mediterraneo, la sezione espositiva riservata ad undici Paesi del Mediterraneo, guidata dalla Regione Siciliana. Il giorno dell’inaugurazione i funzionari siciliani avevano trovato lo stand sporco e disordinato, con una copertura che faceva passare la pioggia, senza indicazioni e senza nemmeno la scritta “Cluster Bio Mediterraneo” all’entrata. “Abbiamo stanziato tre milioni di euro: non verseremo un centesimo se la situazione non si risolve subito” avvertiva l’assessore siciliano all’Agricoltura, Nino Caleca. “I visitatori ci cercano senza trovarci, la mancanza di segnali e del nome all’esterno non permette ai visitatori di capire cosa ci sia dentro questo grosso spazio”, spiegava il responsabile unico del Cluster Dario Cartabellotta, burocrate regionale ed ex assessore all’Agricoltura nel primo governo guidato da Rosario Crocetta. Il governatore non ha gradito e cinque giorni dopo ha praticamente “commissariato” l’ex rappresentante della sua giunta. “La Sicilia ha avuto un danno di immagine grave, che occorre immediatamente riparare. Per tale finalità il governo della Regione istituisce subito un comitato di supporto e controllo per la gestione dello spazio Cluster”, spiega una nota diramata da Palazzo d’Orleans, dopo che Crocetta, il vice presidente Mariella Lo Bello, l’assessore Caleca e il segretario generale Patrizia Monterosso si sono riuniti ad Agrigento.

Una scelta, quella di “commissariare” il padiglione di Expo, che arriva perché “il presidente Crocetta e l’assessore Caleca hanno espresso totale insoddisfazione relativamente al fatto di non essere stati coinvolti dalla struttura burocratica regionale, sui ritardi e le criticità poi riscontrate”. Il comitato di controllo sarà guidato da Giulio Guagliano, capo di gabinetto della presidenza, e composto da sei esperti scelti dal governatore. Tra questi ecco Maria Mattarella, figlia di Piersanti, l’ex presidente della Sicilia ucciso da Cosa Nostra, e nipote di Sergio, presidente della Repubblica in carica. La nipote del capo dello Stato lavora all’ufficio legale della Regione ed è considerata un’esperta di diritto amministrativo.

Nel pool di commissari del Cluster trova spazio anche Sami Ben Abdelaali, consigliere diplomatico di Crocetta, fino al 2012 console della Tunisia a Palermo, e in un recente passato senatore tunisino del Raggruppamento costituzionale democratico, il partito dell’ex dittatore Ben Alì, poi cacciato dalla Primavera Araba e condannato a 90 anni di carcere in contumacia per i crimini commessi dal suo governo. “La rivoluzione siciliana targata Rosario Crocetta ha resuscitato nemici di un’altra rivoluzione: quella tunisina” scriveva il blogger Rabih Bouallegue, quando Ben Abdelaalì si era materializzato nei corridoi della burocrazia regionale, come membro del gabinetto dello stesso Cartabellotta, all’epoca assessore all’Agricoltura. Oggi il consulente di Crocetta è uno dei principali censori della gestione del Cluster, dopo che il governatore lo aveva nominato coordinatore delle attività siciliane all’Expo, tra i malumori degli altri dirigenti siciliani. “Il mio consulente è un grande esperto proprio in internazionalizzazione ma non è stato utilizzato”, si lamentava il governatore dopo il flop dell’inaugurazione del Cluster. Che oggi è il primo stand commissariato nella grande Esposizione milanese.

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