Tanti i migranti che continuano ad essere soccorsi nel Canale di Sicilia. Nel fine settimana del primo maggio sono stati oltre 2.000. La situazione continua ad essere delicata, al punto che il Viminale, tramite una circolare, ha chiesto a tutte le prefetture di approntare 8-9.000 posti per accogliere gli arrivi degli ultimi giorni: in ogni provincia, ad esclusione di quelle siciliane che già sopportano il carico maggiore dell’emergenza, dovrà essere distribuito un centinaio di persone.

Una nota di speranza arriva dal pattugliatore Bettica, impegnato nelle operazioni di soccorso. Una bambina è nata a bordo della nave della Marina Militare: si chiama Francesca Marina, pesa poco più di 3 chili ed è nata dopo un travaglio di otto ore. Dopo il parto l’equipaggio della nave militare, che ha anche proposto il nome, le ha costruito una culla e l’ha affidata alla madre.

Anche quello appena trascorso è stato un fine settimana di arrivi nei porti italiani. A Pozzallo, nel ragusano, sono arrivate 870 persone a bordo del rimorchiatore Asso 29, attraccato nella mattina del 4 maggio. Sulla nave la maggioranza dei profughi sono uomini, ma ci sono anche 103 donne e 50 minori. Più di 80 i casi di scabbia, con i malati subito messi in isolamento. Molti degli sbarcati sono di origine subsahariana. Ma ci sono anche siriani e alcuni immigrati provenienti dal Bangladesh. Sbarchi anche ad Augusta, dove il pattugliatore Vega ha lasciato 675 migranti. E nel porto di Reggio Calabria è arrivata la nave militare Bersaglierè con a bordo 779 migranti di varie nazionalità. Le condizioni dei migranti sarebbero buone, anche se ci sarebbe stato qualche caso di scabbia. Una parte degli immigrati resterà in Calabria. Alcuni saranno trasferiti in altre regioni. A Lampedusa sono invece arrivati 329 migranti. I profughi, soccorsi dalla Guardia di Finanza, sono di origine sub sahariana e sono in buona salute. Nel porto di Messina poi, sono sbarcati 397 profughi, recuperati il 3 maggio in barconi vicino alle coste libiche. La maggior parte di loro sono somali ed eritrei. Alcuni di questi profughi saranno sistemati nelle strutture di Messina, altri invece a Mineo e in diversi centri nel Nord Italia.