Una nuova valanga, dopo quella provocata dal terremoto del 25 aprile, ha colpito il campo base sull’Everest. Al momento le vittime accertate sono 22, tra cui un manager di Google e un regista americano, mentre i dispersi sono oltre 200. Un blocco di ghiaccio si è staccato ed è caduto per 800 metri finendo sull’area del campo dove molti elicotteri stanno evacuando le centinaia di persone rimaste sul posto. La valanga ha sommerso il villaggio di Langtang, a nord di Kathmandu, e le autorità locali – riferisce il quotidiano My repubblica – temono che oltre 100 persone potrebbero essere morte.

“Possiamo confermare che i morti sono 22 e 62 i feriti. Risultano oltre 200 dispersi”, ha detto il portavoce del ministero del Turismo, Mohan Krishna Sapkota. “Tuttavia non ci sono conferme su quanti possono essere sepolti sotto la valanga e gli alpinisti che stanno cercando di scendere dalla parete”, ha aggiunto Sapkota. Secondo il ministero del Turismo, almeno 1.000 scalatori, tra cui 400 stranieri, si trovavano al campo base quando si è verificato il terremoto. Altri 100 alpinisti si trovavano al campo 1 e 2 sulla montagna, proprio sopra il campo base, ma sono tutti in salvo. La società di alpinismo del Nepal ha fatto sapere però che ci vorrà tempo prima che possano essere evacuati mentre il primo gruppo di sopravvissuti, 15, ha già raggiunto la capitale Kathmandu.

A rendere ancora più drammatica la situazione è il fatto che le operazioni di ricerca e di soccorso sono rallentate a causa delle avverse condizioni meteo e il timore di nuove valanghe dovute alle continue scosse di assestamento. Dopo il sisma di 7.9 registrato ieri, il Nepal è stato colpito da altre forti scosse subito dopo e anche oggi ne sono state registrate due, una delle quali di magnitudo 6.7. Alcuni alpinisti raggiunti per telefono dalla Cnn hanno raccontato che le scosse di assestamento hanno provocato altre valanghe minori.

Tra le vittime ci sono anche il manager di Google americano Dan Fredinburg e il regista americano Tom Taplin. Fredingurg era il responsabile per la privacy e co-fondatore dell’iniziativa Google Adventure, che ha portato la modalità Street View in posti esotici come proprio il Monte Everest. Il manager stava facendo hiking con altri due colleghi che invece sono sopravvissuti. Poco prima del disastro, il manager aveva postato su Twitter una foto (qui sotto) di lui durante la scalata. Il regista 61enne Tom Taplin stava invece girando un documentario proprio sull’Everest, l’uomo era anche fotografo e appassionato alpinista e negli anni ’90 aveva scritto un libro sulla sua esperienza nello scalare l’Aconcagua, la montagna più alta del Sud America. Appresa la notizia del sisma, la moglie Cory Freyer, gli ha inviato un messaggio al cellulare dalla sua casa in California e poco dopo è arrivata la telefonata della guida alpina che l’ha informata della morte del marito.”Siamo sotto shock. Io e tutti i suoi amici, e ne aveva tanti”, ha raccontato la donna a Nbc News. 

Google_manager

Al campo base sono bloccati anche due scalatori italiani, il milanese Marco Zaffaroni e il suo compagno Roberto Boscato, che stavano tentando la conquista della vetta con uno sherpa. Dalla pagina Facebook della loro spedizione “Everest 2015 in stile gitante” le ultime comunicazioni: “Siamo bloccati al Campo Uno senza più una tenda ma ospiti delle spedizioni commerciali. Domani vedremo il da farsi, vi preghiamo però di non contattarci perché la batteria del satellitare potrebbe essere di importanza vitale”. Un terzo italiano aveva accompagnato Zaffarono e Boscato all’Island Peak, si tratta di Luca Olivotto, che si trova al sicuro a Namche Bazar dopo essersi allontanato dal Campo Base. L’alpinista Marco Confortola, invece, è bloccato al campo base del Dhaulagiri a quota 4750 metri e ha chiamato questa mattina la madre Elena con un telefono satellitare: “Sto bene ma sono stato svegliato da una forte scossa di terremoto”.