La Cassazione ha confermato l’impianto accusatorio dell’inchiesta su Mafia capitale e confermato il carcere per nei confronti dei principali soggetti coinvolti. In particolare, la sesta Sezione penale ha convalidato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Buzzi, il presidente della cooperativa ’29 Giugno , nei confronti di Luca Odevaine, ex capo della Polizia provinciale di Roma ed ex vicecapo di gabinetto di Veltroni in Campidoglio e per Franco Panzironi, ex ad dell’Ama. Tutti e tre restano, dunque in carcere come aveva stabilito il Tribunale del Riesame di Roma il 17 dicembre 2014.  Odevaine è indagato per corruzione, mentre per Buzzi e Panzironi Piazza Cavour ha confermato che sussiste l’aggravante della matrice mafiosa. La Cassazione dunque ha ritenuto fondata l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Lo aveva evidenziato il sostituto procuratore generale della Cassazione, Luigi Riello sollecitando, ai giudici della sesta Sezione penale il rigetto del ricorso presentato dalla difesa di Buzzi contro il Tribunale del Riesame di Roma del 17 dicembre 2014.

Erano 17 i ricorsi presentati. I supremi giudici hanno inoltre rigettato i ricorsi di Carlo Guarany e di Agostino Gaglianone, hanno dichiarato inammissibile il ricorso di Rosanna Calistri, di Paolo Di Ninno, di Claudio Caldarelli, di Raniero Lucci, di Alessandra Garrone, di Pierina Chiaravalle e di Nadia Cerrito. E’ stata invece annullata l’aggravante di mafia per Giovanni De Carlo e le connesse esigenze cautelari. Per quanto riguarda l’esigenze cautelari, il tribunale del Riesame di Roma dovrà riesaminare la posizione di Giuseppe Mogliani, di Emanuela Bugitti e di Mario Schina. In sostanza la Suprema Corte ha convalidato le misure cautelari di diverso tipo convalidate dal tribunale del Riesame con ordinanza a dicembre.