Il gruppo Mediaset non può diventare proprietario delle torri di trasmissione televisive delle Rai. A mettere la parola fine sull’operazione Ei Towers-Rai Way, seppure preliminarmente, è stata l’Antitrust che ha inviato a tutti gli operatori del settore le risultanze dell’istruttoria sull’offerta di Cologno Monzese. In base alle quali, secondo quanto trapelato nella serata di martedì 31 marzo, con l’acquisizione si verrebbe a creare una concentrazione di oltre il 70% del mercato broadcasting in mano ad un solo operatore e la contestuale eliminazione dell’unico concorrente di Mediaset nel settore. Sensibile anche l’ostacolo alla concorrenza nel settore dei contenuti e della raccolta pubblicitaria. Al punto che, riferisce un operatore destinatario della missiva del garante guidato da Giovanni Pitruzzella, la relazione sostiene che “la concentrazione risulta idonea a costituire una posizione dominante della nuova entità tale da ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”. Pertanto “non è suscettibile di essere autorizzata”.

La notizia è trapelata poche ore dopo che il consiglio d’amministrazione della Rai aveva bollato l’offerta di Mediaset come “improcedibile” l’offerta del gruppo Mediaset per la società pubblica delle torri televisive sbarcata in Borsa a fine 2014. “Con riferimento all’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Ei Towers su Rai Way e condizionata, tra l’altro, al raggiungimento di una partecipazione pari almeno al 66,67% del capitale della società, il consiglio di amministrazione della Rai, società che detiene il 65,07% di Rai Way, preso atto ad ogni effetto delle dichiarazioni rese dal ministero dell’Economia e delle Finanze, da ultimo con il comunicato stampa n.73 del 28 marzo 2015 pubblicato sul sito del predetto Ministero, che ha ribadito ‘la volontà di mantenere una partecipazione pubblica pari al 51% nel capitale di Rai Way’,rileva che la citata offerta deve ritenersi improcedibile“, si legge in una nota di Viale Mazzini. Che però cambiava di poco le cose: nei giorni scorsi Ei Towers aveva fatto sapere di essere disponibile ad accontentarsi di una partecipazione di minoranza invitando di fatto la Rai ad avviare una trattativa. La risposta di viale Mazzini, invece, da una parte non entra nel merito dell’operazione, dall’altra non nega che ci siano margini di manovra. Bensì si limita a una definizione che non basta da sola a fermare Cologno Monzese.

Diversa la posizione dell’Antitrust che non lascia molto spazio a un esito positivo per il gruppo della famiglia Berlusconi che ora formulerà le sue controdeduzioni alle quali seguirà la decisione finale del collegio dell’Antitrust. Ma a queste condizioni non ci sono le premesse per un via libera. Tanto più che appunto oltre alla concentrazione della trasmissione dei contenuti c’è anche quella nella loro produzione e nella raccolta pubblicitaria. E l’ipotesi che Ei Towers si riproponga come socio di minoranza della Rai non è stata esaminata dall’Authority alla quale non è stata sottoposta. Ma rappresenterebbe comunque un caso spinoso.

Per il momento, in ogni caso, Ei Towers conferma di aver “ricevuto oggi la notifica della comunicazione delle risultanze istruttorie formulate dalla direzione Comunicazioni della direzione generale per la concorrenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ritiene che ‘sulla base degli elementi emersi nell’istruttoria, l’operazione in esame, nella configurazione e nel perimetro descritti dalla parte nella notifica del 25 febbraio 2015, non è suscettibile di essere autorizzata, ai sensi dell’articolo 6 della legge 287/90”. La società del gruppo Mediaset fa sapere che “esaminerà gli elementi emersi nel corso dell’istruttoria e presenterà le sue osservazioni nella convinzione di poter convincere”il garante “dell’infondatezza delle conclusioni della direzione comunicazioni e della compatibilità dell’operazione con la normativa sulla concorrenza, come si è già verificato in altri Paesi europei”. Dove però i proprietari di contenuti non possiedono anche le reti di trasmissione.

Ei Towers, infine, “contesta in toto l’affermazione contenuta nell’irrituale comunicato diffuso in data odierna dal consiglio di amministrazione della Rai secondo cui ‘la citata offerta deve ritenersi improcedibile’, anche alla luce del fatto che nel comunicato diffuso ai sensi dell’art. 102 Tuf in data 24 febbraio EI Towers si è riservata la facoltà di rinunciare alla condizione del raggiungimento della soglia del 67% del capitale di Rai Way”.