Sutor, ne ultra crepidam” mi verrebbe da dire con Valerio Massimo e Plinio il Vecchio, se non fosse che posso capire le ragioni del livore di Pierfranzo Pellizzetti su quanto scrive con sprezzante ironia fuori luogo e fuori storia.

Pierfranco Pellizzetti, amico e genovese, non conosce la Liguria e tanto meno quello che sta accadendo in questi giorni. Lo lasci dire a me, che sono immerso nella realtà che egli descrive, ma senza averne il minimo sentore.

Scriva pure Pellizzetti di ciò che vuole, ma purché abbia elementi oggettivi e non fisime e forse vendette postume. Non disdiceva le benedizioni clericali e non si vergognava di indossare pettorine con la croce, quando veniva per convincermi a seguirlo (o precederlo?) per una sua fantasia che non aveva alcun connotato concreto nemmeno sulla carta, non dico sul piano organizzativo, ma su quello della pura possibilità che non avrebbe sfiorato nemmeno l’ombra della testimonianza, altro che capo guerriero sgarrettato. Da chi? Perché? Come?

Fa confronti con Spagna e Toscana che non hanno alcun punto di contatto se non nella sua mente, incapace di perseguire un progetto che sia uno e di dargli concretezza. Se era così sicuro di riuscire nella baldanzosa impresa del cavaliere della tavola rotonda ligure, perché non è andato avanti? Perché non è stato capace di aggregare forze e cavalieri senza macchia e senza spuzza? Mi dispiace che anche Paolo Flores si sia lasciato ingannare da una pregiudiziale personale senza alcun fondamento.

Facile starsene in pantofole e criticare tutti e tutto, solo perché egli è fuori da ogni gioco e da ogni soluzione.

Pellizzetti non ha mai conosciuto Pagano Giorgio e si permette di dare giudizi non solo ingenerosi, ma falsi e, se permette, triviali perché non è degno di un notista politico giudicare solo in base alla non corrispondenza dei fatti con le proprie fantasie.

Il giorno in cui conoscerà la storia di questi giorni, forse troverà il coraggio di chiedere scusa. Mi dispiace che Pierfranco stia mettendo in gioco una amicizia che era a prova di qualsiasi urto, ma se continua a dire falsità campate in aria, senza curarsi delle persone che si sono messe in gioco, rischiando tutto, a cominciare da Giorgio Pagano, non può pretendere di continuare ad infangare e pretendere anche amicizia.

Giorgio Pagano non è parte del trio di contendenti di itinerario politico del perimetro affaristico locale, sovrinteso da Claudio Burlando.

Pellizzetti può assicurare che Pagano Giorgio sta cercando un accordo sconcio con Pastorino? Se ha le prove, critichi pure, ma lo faccia politicamente e non nascondendosi dietro immagini e simboli che non gli fanno onore. Questa, amico mio, è puro cinismo e meschinità.

Non un solo argomento ho letto nelle sue righe, non una valutazione politica, ma solo grida scomposte di chi non si sente compreso e piange isolato nell’idolatria del proprio ego smisurato.

Quando tifava per Tsipras insieme a Paolo Flores, non si sentiva un sessantottardo reduce, ma ne era orgoglioso, e solo dopo l’imbroglio pugliese, fece un passo indietro, seguendo le orme di Micromega. Per essere credibili, occorre esserlo seriamente e non accusare altri dei propri difetti.

Se vorrà, quando vorrà, sarei ben contento di raccontarli come stanno veramente le cose e che cosa è successo davvero che, garantisco, non è quello si legge sui giornali.

Con amarezza

Paolo Farinella, prete, senza pettorina e senza croce, ma con la passione civile di chi sta tentando di cambiare le cose in Liguria, rimettendoci di persona e non sorbendo il tè delle cinque. Magari in Spagna, a la cinco de la tarde.

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Riceviamo e pubblichiamo di seguito la replica di Pierfranco Pellizzetti

Caro Paolo, adesso basta. Se ti sei convinto che un vecchio sindaco comunista che ha tenuto a balia la candidata Pd Raffaella Paita e non ha legato la sua esperienza amministrativa a nulla di rilevante possa essere l’interprete del nuovo che avanza, resta di tale avviso. E ti concedo pure che tale signore sarà certamente una brava persona. Non era questo ciò di cui avevamo parlato mesi fa. Comunque se hai qualcosa di inedito da dire sulla vicenda, ormai tragicamente buffa, non fare allusioni ma rendilo di dominio pubblico.

Pierfranco