Fine settimana a Roma, trasferte a Rimini e Milano, missioni spagnole a Santiago di Compostela e “gite istituzionali” a Doha, in Qatar. Sono i viaggi dei deputati regionali siciliani, le missioni compiute dai parlamentari dell’Isola in giro per il mondo per dovere istituzionale. Il costo? Trentasettemila euro per tre mesi. Sul sito dell’Assemblea regionale siciliana, infatti, sono stati pubblicati i dati relativi al rimborso spese delle missioni dei deputati, come previsto dal programma triennale per la trasparenza, fortemente sponsorizzato dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone.

Ma siccome la trasparenza per decreto è in vigore solo dal primo novembre 2014, le cifre dei rimborsi dei parlamentari pubblicati on line cominciano proprio da quel giorno: nessuna traccia del passato, ma è indubbio che le “missioni istituzionali” non siano certo cominciate tre mesi fa. D’altra parte, come diceva Voltaire, è ben difficile capire il mondo senza uscire di casa propria: un insegnamento che all’Ars hanno recepito pienamente.

A leggere i dati pubblicati sul sito dell’Ars, il titolo di parlamentare globetrotter spetta ad Ardizzone. In tre mesi, sette missioni, quasi sempre a Roma (per esempio per andare a eleggere il Presidente della Repubblica e partecipare al giuramento), ma anche in Spagna, a Santiago di Campostela, per partecipare alla conferenza dei presidenti delle assemblee regionali (con un rimborso spese pari a 2.743 euro).

La missione più salata di Ardizzone è quella a Doha, in Qatar, dal 9 al 12 novembre del 2014. In quei giorni il presidente dell’Ars faceva parte della spedizione siciliana inviata al Brand Italy, la prima esposizione del made in Italy nel paese arabo, costata alle casse della Regione quasi settecentomila euro. Il viaggio di Ardizzone invece è costato appena 3.233 euro. Più “salato” il rimborso dell’onorevole Pd Bruno Marziano, che in Qatar si è fermato due giorni in più (dall’8 al 13 novembre) per un costo di 5.038 euro. Partecipavano agli incontri di aggiornamento sulle politiche europee a Bruxelles, invece, Michele Cimino (ex Grande Sud) e Salvatore Cordaro (Cantiere Popolare): i tre giorni di soggiorno in Belgio dei due deputati sono costati 4 mila e 800 euro in totale.

Più elevato il rimborso percepito dalla democratica Mariella Maggio per lo stesso evento (quasi 2 mila e 600 euro), mentre il leader dei democrat Antonello Cracolici è riuscito a visitare la sede del Parlamento Europeo contenendo i costi: tre giorni a soli 1.700 euro. Poi tra il volo a Rimini dell’onorevole Piero Alongi (Ncd) per partecipare agli “Stati generali della Green Economy”, la partecipazione agli “Stati Generali della Salute” dell’onorevole Vincenzo Vinciullo e una serie di visite lampo a Roma e Milano dei deputati titolari di cariche interne all’Ars, il conto arriva alla fine a quasi quarantamila euro. Cifre ovviamente in continua evoluzione.

E mentre i deputati viaggiano, non si è ancora trovata all’Ars una soluzione per gli 83 dipendenti dei gruppi parlamentari. Non si tratta dei normali portaborse (chiamati perché di fiducia dei parlamentari), ma sono i cosiddetti dipendenti “stabilizzati”, che lavorano dietro le quinte del parlamento siciliano da quasi vent’anni, con un rapporto lavorativo che negli anni è diventato “caotico”, tra ricorsi, pareri e sentenze del Tar. Poi, con il varo della legge sulla spending review, i parlamentari hanno deciso di preservare i 65 portaborse di fiducia diretta dei gruppi politici: per gli altri, invece, all’orizzonte sembra esserci il licenziamento alla fine della legislatura.

E mentre la spending review ha già ridotto i loro stipendi fino al 40 per cento, all’Assemblea Siciliana torna la moda dei “comandati”: si tratta del trasferimento temporaneo di dipendenti pubblici al parlamento regionale su chiamata di un deputato. È il caso di Domenico Pandolfino, segretario particolare del presidente dell’Ars Ardizzone, che costa al Parlamento siciliano 7 mila e 500 euro al mese: partiva da 3.071 euro, ma nel trasloco a Sala d’Ercole gli è stata riconosciuta un’integrazione da 4.400 euro. Come dire che in Sicilia perfino la spending review non è uguale per tutti.

Twitter: @pipitone87

Gentile Direttore,
in riferimento all’articolo da lei pubblicato sulle missioni dei Deputati regionali, pur essendo il vostro articolo più che chiaro, tuttavia, da parte di malevoli, si presta ad una interpretazione insopportabile, cioè quella secondo cui io avrei ricevuto 40 mila euro per andare in missione, cosa che lei sa non essere assolutamente vera. Con la presente la pregherei di voler chiarire la vicenda, soprattutto per amore della verità.

Senza superbia, mi permetto di ricordarle che sono uno dei pochi Deputati regionali a suo tempo non inquisiti per la vicenda legata all’uso dei fondi presso l’Assemblea Regionale Siciliana e che le pochissime missioni che ho fatto hanno avuto un costo sicuramente parco, che non si può assolutamente paragonare ad altro tipo di missioni o di rimborso. Per amore della verità, pertanto, le sarei grato se volesse entrare nel dettaglio, specificare in 7 anni quante missioni ho fatto (nessuna all’estero), per evitare di dover intraprendere azioni giudiziarie nei confronti di alcuni soggetti della mia provincia che stanno facendo un uso distorto, attraverso i social network, del vostro articolo, che invece era più che chiaro.

Nel ringraziare per l’attenzione che vorrete dedicarmi, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti,
On. Prof. Vincenzo Vinciullo