“Ho meno di trent’anni. Vivo con il mio ragazzo e sono economicamente indipendente. Un sogno impossibile in Italia. Per questo ci siamo trasferiti in Giappone dove abbiamo aperto in pochi giorni una scuola di italiano”. E’ la storia di Laura Maccari, 28 anni, e Daniele Leoni, 32. Laurea magistrale in Lettere Moderne per lei, Beni culturali per lui. Curricula troppo umanistici per trovare uno in un lavoro. “Volevamo vivere insieme e lavorare nel settore per cui abbiamo studiato. Tutte cose che in Italia a trent’anni si possono solo sognare”, continua Laura. Ed è così che da un anno e mezzo la loro casa è a Fukuoka, la città più grande dell’isola di Kyushu nel sud del Giappone.

“A Milano tirava una brutta aria”, prosegue ricordando il periodo subito dopo l’università. “Vuoi sapere una mia giornata tipo in Italia? – dice Daniele – Vivevo a casa dei miei genitori, quando non lavoravo spedivo cv su internet, pur sapendo che avrei potuto dover fare anche tre colloqui solo per un posto in un call center. Ero demotivato. Le giornate passavano cercando di capire cosa avrei fatto in futuro”.

E così dopo un po’ di tempo speso tra Ikea e call center è arrivata la decisione di trasferirsi in Giappone, Paese d’origine della mamma di Laura che, a 27 anni, aveva fatto la stessa scelta della figlia, ma in senso inverso: dal Paese del Sol Levante a Milano. “La maggior parte dei miei parenti, invece, esce raramente dalla Lombardia, quindi sono rimasti tutti molto sorpresi – racconta Daniele – In Giappone ci possono essere ostacoli culturali, ma realizzare un’idea è più semplice mentre in Italia la situazione lavorativa può essere molto precaria e degradante. Ora ho un’occupazione nell’ambito in cui ho studiato e sto lentamente realizzando il mio sogno. E’ stata una delle decisioni migliori della mia vita”.

Laura e Daniele insegnano ogni mattina nella loro scuola d’italiano in una terra che gli ha permesso di aprire un’attività in tempi rapidi e pagando tasse agevolate. “Tutto è estremamente funzionale qui, in modo che le faccende di ogni giorno, dal pagamento di una bolletta alla spesa, si sbrigano in fretta e senza problemi – racconta Laura – Inoltre il costo della vita è basso se paragonato a quello di Milano e anche con un reddito esiguo si riesce a vivere senza troppe difficoltà”.

Certo, “se potessi fare quello che faccio qui in Italia, lo farei”, racconta Daniele. Poi, però, vengono in mente i tempi in cui hanno cercato di pensare ad un futuro da giovani trentenni nel Belpaese. “I costi altissimi e l’erosione costante dei diritti come casa, salute e istruzione rendono la vita troppo difficile, soprattutto se si aspira ad avere un posto nel settore della cultura e dell’educazione”. Dal Paese del Sol Levante, “dove una la pizza costa il doppio che in Italia ed è grande un terzo”, i contatti con gli amici di un tempo si tengono via internet, perché molti dei loro compagni di università se ne sono andati dall’Italia per trovare un futuro all’estero.

“Trovo che siano preoccupanti le ragioni che spingono a questa decisione – dice la giovane 28enne – il fatto è che per molti non c’è altra scelta. Questo è lo specchio del degrado che sta vivendo il nostro Paese”. Prima di andare a lezione, uno sguardo ai giornali italiani. “Sicuramente la distanza, l’avere un lavoro e una casa che puoi mantenere fa calare molto la rabbia che provo leggendo le notizie sui quotidiani italiani. Ma rimane l’amaro in bocca nel vedere che tu cresci e maturi e invece l’Italia diventa sempre più piccola e indifesa”.