Una medaglia perché vittima delle foibe, ma in realtà era un “fascista repubblichino”. Polemica per il riconoscimento attribuito a Paride Mori, in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo dell’onorificenza che viene assegnata alle vittime delle foibe nell’immediato dopoguerra. Un riconoscimento consegnato ai figli in occasione di una cerimonia avvenuta a Montecitorio. A denunciare il caso l’edizione di Bologna de ‘La Repubblica’, che ricorda che “Mori fu ucciso in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio del ’44 e quindi l’episodio non c’entra niente con le vendette post belliche delle milizie di Tito nei confronti degli italiani”.

Sotto accusa sono finiti la presidente della Camera, Laura Boldrini, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, perché il tutto si sarebbe svolto durante la cerimonia, organizzata a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In realtà l’onorificenza è stata sì attribuita alla Camera, ma in un momento diverso e distinto rispetto alla celebrazione della Giornata del Ricordo, senza l’intervento di Boldrini né la presenza del Capo dello Stato e per una decisione presa da una commissione insediata presso la presidenza del Consiglio.

A ricostruire il tutto è stato il portavoce della presidente della Camera, che ha spiegato: “Boldrini non ha dato alcun premio alla memoria del repubblichino Paride Mori, né ha in alcun modo concorso ad individuare il suo nome tra quelli meritevoli di onorificenza. L’individuazione dei soggetti cui attribuire le medaglie spetta infatti ad una commissione istituita presso la presidenza del Consiglio, che le ha consegnate durante uno specifico incontro che la Camera ha ospitato nella sala Aldo Moro, a margine della cerimonia per la Giornata del Ricordo svoltasi nella Sala della Regina alla presenza del Presidente della Repubblica e con la partecipazione della presidente Boldrini”. A questo punto la palla passa quindi a Palazzo Chigi, che in queste ore starebbe verificando le modalità attraverso le quali opera la commissione che si occupa della questione e che avrebbero portato all’individuazione di Mori tra i destinatari dell’onorificenza.

“Se la commissione che ha vagliato centinaia di domande ha valutato erroneamente, il riconoscimento dovrà essere revocato. #giornataricordo” scrive in un tweet, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio.