Matteo Salvini annuncia interrogazioni parlamentari targate Lega per sapere quanto è costata la “tragicommedia” del processo Ruby contro Silvio Berlusconi, “queste indagini sul nulla”, dato che l’esito finale è stata l’assoluzione in Cassazione (dopo una condanna in primo grado e un’assoluzione in appello) dai reati di prostituzione minorile e concussione.  “Quattro anni di indagini sul nulla – ha affermato il segretario del Carroccio a Radio Padania- secondo me costati milioni di soldi pubblici. Qualcuno dovrebbe a questo punto chiedere scusa non solo a Berlusconi ma a tutti i cittadini italiani”. A parte la quantificazione a spanne dei costi, la veemenza di Salvini tralascia alcuni punti fondamentali. Oltre al processo contro il leader di Forza Italia, l’indagine sulle “cene eleganti” di Arcore ha portato anche al cosiddetto “Ruby bis“, basato sulle stesse intercettazioni e sugli stessi atti di indagine, contro Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, accusati di aver procurato le ragazze per i festini. I tre sono stati condannati in primo grado e in appello per induzione e favoreggiamento della prostituzione. Se la sentenza sarà confermata in Cassazione, saranno obbligati a pagare le spese processuali, comprensive dei costi d’indagine. E le casse pubbliche rientreranno delle spese di giustizia.

Non solo. Salvini parla di “indagini sul nulla”, anche in questo caso tacendo un particolare non da poco. Persino nel processo finito con l’assoluzione, i fatti contestati a Berlusconi sono stati pienamente confermati. Nelle motivazioni d’appello, i giudici scrivono che è “acquisita prova certa dell’esercizio di attività prostitutiva ad Arcore in occasione delle serate in cui partecipò Karima El Mahroug”, ma non la prova che l’allora presidente del Consiglio fosse a conoscenza della sua minore età. E lo stesso legale di Berlusconi, Franco Coppi, nell’udienza in Cassazione ha chiarito che questo è un fatto che la difesa “non contesta”. Così come è pacifico l’intervento di Berlusconi sulla Questura di Milano per far liberare la ragazza fermata, “nipote di Mubarak”. Ma, complice anche lo spacchettamento in corso d’opera del reato di concussione, i giudici non hanno ritenuto provata la “minaccia” al capo di gabinetto Pietro Ostuni, che tutt’al più provò nei confronti del premier un comprensibile e non punibile “timore reverenziale”. Un bel po’ di più del “nulla” evocato da Salvini, insomma.

Ma la vulgata salviniana prende piede a destra: “Vediamo chi si assumerà la responsabilità di questi cinque anni inutili di processi, indagini, intercettazioni e sermoni sui giornali”, dichiara la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. E quando Silvio Berlusconi oggi è entrato a Palazzo Grazioli a Roma, i parlamentari di Forza Italia lo hanno accolto con un applauso. Mentre la fidanzata Francesca Pascale abbracciava molti di loro. Dopo un accenno di commozione, riportano i presenti, il leader avrebbe scherzato: “Ora bunga bunga per tutti”.