Cinque ore di fuso orario, 4.500 chilometri di distanza e quasi tremila spettatori caldissimi. Una trasferta lunga e difficile aspetta l’Italia di Fabio Fognini, chiamata a confermare tutto quanto di buono fatto vedere nell’ultimo anno. Ad Astana da venerdì a domenica è in programma il primo turno del Gruppo Mondiale di Coppa Davis: gli azzurri affrontano il Kazakistan, nazionale sulla carta nettamente inferiore (il loro miglior singolarista, Kukushkin, ha una classifica peggiore del nostro terzo uomo), ma molto insidiosa, specie sul veloce cemento di casa.

L’Italia arriva al primo appuntamento del 2015 forse nel suo miglior momento dall’inizio degli Anni Duemila. La scorsa stagione, grazie soprattutto alla grande vittoria in casa contro il Regno Unito di Andy Murray, l’Italtennis è riuscita a tornare in semifinale di Coppa Davis a distanza di 16 anni dall’ultima volta (prima di arrendersi alla Svizzera di Roger Federer, che avrebbe alzato l’ “Insalatiera”). Il 2015 è cominciato ancor meglio sul piano delle individualità. Gli azzurri hanno colto vittorie prestigiosissime che stanno davvero riportando il tennis italiano a ridosso dell’elite mondiale: prima Andreas Seppi ha sconfitto Roger Federer agli Australian Open (dove con un po’ più di fortuna avrebbe potuto andare ben oltre gli ottavi); poi Fabio Fognini ha superato per la prima volta in carriera Rafa Nadal, nell’Open di Rio de Janeiro, sulla terra rossa dove il campione spagnolo aveva perso solo sei partite negli ultimi cinque anni.

Senza dimenticare la continua ascesa di Simone Bolelli, che appena due anni fa sembrava ormai perduto al grande tennis, e oggi dopo aver battuto il n. 6 del ranking Atp Milos Raonic è tornato fra i primi 50 del mondo. Nel gruppo azzurro c’è spazio anche per una new entry, per l’incredibile favola sportiva di Luca Vanni: talento mai sbocciato e tormentato dagli infortuni, alle porte dei 29 anni l’atleta aretino è arrivato a giocare per la prima volta nel circuito Atp a San Paolo, sfiorando la vittoria da debuttante (sconfitta in finale dopo aver servito anche per il match), e passando in poche settimane dai tornei di periferia alla maglia della nazionale. Un momento davvero speciale per la racchetta italiana.

Dall’altra parte della rete, però, ad Astana ci sarà una squadra compatta. Mikhail Kukushkin e Andrey Golubev sono rispettivamente numeri 58 e 91 del ranking: nulla di eccezionale, ma l’anno scorso hanno già dimostrato di poter dire la loro, arrivando a un passo dall’eliminare la Svizzera di Federer nei quarti. Sono giocatori simili, per certi versi: bombardieri da fondo, con un servizio solido, che amano forzare il colpo appena possibile. Sicuramente poco continui, ma temibilissimi se in giornata. I tifosi e il cemento indoor del National Tennis Centre di Astana li favoriranno. Servirà tanta regolarità e pazienza per superarli. Qualsiasi sia la formazione scelta per affrontarli. Il capitano Barazzutti ha diversi dubbi: dalle indicazioni del sorteggio pare che per i primi due singolari i prescelti siano un po’ a sorpresa Bolelli e Seppi.

Il numero uno azzurro, Fabio Fognini, non è in perfette condizioni, e verrebbe risparmiato per il doppio di sabato (punto sempre cruciale in Davis) e poi eventualmente per il singolare decisivo di domenica. Anche se fino all’ultimo è possibile cambiare idea. Si comincia venerdì mattina, a partire dalle ore 7 italiane (le 12 locali), con Bolelli-Kukushkin, il match subito più complicato sulla carta; a seguire Golubev-Seppi. L’Italia deve vincere per dare continuità ai risultati dell’ultimo anno. Anche perché in caso di sconfitta si ritroverebbe costretta a giocare in autunno lo spareggio per non retrocedere in Serie B. Col l’incubo di risprofondare nel tunnel da cui è uscita da poco.

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