Un all-in da dieci milioni di euro per portarsi a casa tutto il piatto, sbancando il tavolo di chi racconta lo sport in Italia. Con rischi annessi e connessi. Le carte che La Gazzetta dello Sport si gioca sono gli assi del quotidiano e la caccia ai live di eventi sportivi, che passerà anche attraverso la collaborazione con Infront, il colosso internazionale dei diritti tv che i giornali di casa hanno spesso punzecchiato per la sua influenza nel calcio italiano. Accendendo il canale Gazzetta Tv – da giovedì 26 febbraio sul 59 del digitale terrestre – parte la sfida in un campo finora inesplorato dal primo giornale sportivo italiano.

È l’operazione più importante sotto il profilo economico per le casse di Rcs, quella che nelle strategie del gruppo rappresenta lo snodo cruciale delle varie operazioni (nuovo sito, la app Gazzetta Gold, la redazione integrata e il nuovo formato del cartaceo) portate avanti nell’ultimo anno per rilanciare il brand. E l’investimento è corposo. Dieci milioni di euro nel primo anno di vita, altri dieci pronti per il 2016 e 45 nell’eventuale triennio successivo. Tutto però passerà dai risultati immediati perché – come ha anticipato nelle scorse settimane Milano Finanza – se entro la fine del 2015 Gazzetta Tv non dovesse raggiungere gli obiettivi di share prefissati l’ipotesi di spegnere il canale è tutto fuorché remota. E parliamo di numeri importanti in un campo difficile, come ha già avuto modo di sperimentare la Repubblica, costretta a una veloce retromarcia dopo lo sbarco sul digitale terrestre. Nella testa dei manager c’è una soglia iniziale fissata allo 0.7% da portare all’1 per cento entro febbraio 2016 per poi crescere fino all’1.5.

L’asso di cuori dovrebbe essere la stretta sinergia tra la redazione – composta da 12 giornalisti assunti con contratti a tempo determinato – e grandi firme del quotidiano che arricchiranno il palinsesto del canale, basato sul calcio senza mettere in secondo piano gli altri sport. Talk show, interviste, documentari e alcuni format di intrattenimento costituiranno il contorno delle 18 edizioni quotidiane di news e dei dieci notiziari da 90 secondi. Una tv molto ‘parlata’, quindi, con un taglio, al momento, poco basato sul racconto live degli eventi. Non una scelta, ma una necessità. I diritti in mano a Gazzetta Tv, infatti, sono piuttosto marginali. Il canale può contare sulla diretta di una partita del campionato di Serie A di pallacanestro e da marzo trasmetterà un incontro di pallavolo femminile, ma dovrà rinunciare – ad esempio – al prodotto forte di Rcs Sport, il ciclismo. In virtù di un accordo firmato nel 2013 i diritti del Giro d’Italia e delle altre principali corse organizzate dal ramo eventi di Rcs (Milano-Sanremo, Tirreno-Adriatico, il Lombardia) sono in mano alla Rai fino al 2016.

Ma per vincere la concorrenza in chiaro sarà necessario reperire immagini dei principali eventi e riuscire a trasmettere in diretta competizioni che abbiamo un appeal all’altezza del brand. Il primo nodo è stato sciolto stringendo una partnership commerciale con Infront, che del progetto è parte integrante. Infatti se da un punto di vista tecnico Rcs ha sottoscritto un accordo con il gruppo De Agostini per il conferimento del canale 59 alla controllata Digital Factory e si avvale della Prs per la raccolta pubblicitaria, il colosso dei diritti tv, recentemente finito in mani cinesi, è determinante sotto il profilo tecnico e operativo. Oltre a fornire il ‘pane’ (highlights delle principali competizioni sportive nazionali e internazionali), Infront supporterà il canale con la fornitura di servizi tecnici, produttivi, di post-produzione e di emissione. Spesso criticata dal quotidiano per il suo ruolo piuttosto invasivo nel mondo del calcio italiano, Infront – che è advisor della Lega Calcio, della Figc e cura il lato commerciale di otto club di Serie A – diventa ora un partner strategico per l’operatività e il futuro del ramo televisivo del più importante giornale sportivo italiano.