Alle Regionali di maggio il Pd in Liguria avrebbe già la vittoria in tasca. Un sondaggio commissionato alla Lorien dal consigliere regionale Raffaella Della Bianca, uscita da Forza Italia e promotrice della Lista “Noi. Liste civiche per la Liguria”, assegna al partito del governatore uscente, Claudio Burlando, il 38,6 e alla candidata alla sua successione, la “delfina” Raffaella Paita, appena due decimali in meno, il 38,6%, in termini di gradimento personale. Fra i mille elettori consultati il 10 febbraio scorso, Il centrosinistra otterrebbe complessivamente il 45,4% , con un sensibile scarto in discesa rispetto alle Regionali del 2010 nelle quali ebbe la maggioranza assoluta, col 52,7% dei voti.

Secondo il sondaggio, il gradimento dei liguri per la giunta Burlando è sceso dal 30,1 di ottobre al 24,8 di oggi. In mezzo la disastrosa alluvione dell’ottobre 2014. Il 65,5% si è dichiarato interessato alla consultazione elettorale, ma soltanto il 37,6% andrà sicuramente a votare. Mentre il 18,5% ha dichiarato l’astensione.
“La partita non è affatto chiusa, la campagna elettorale non è neppure cominciata – si ribella Della Bianca – E’ ovvio che occorre scegliere un candidato forte e rappresentativo. La scelta verrà fatta a livello nazionale, dopo che verranno definite le candidature in Veneto e Campania. La Liguria però è una regione particolare, e qui la Lega non ha mai superato i consensi di Forza Italia”. Intanto Forza Italia registra la defezione di Matteo Rosso, consigliere regionale, che andrà a formare una propria lista civica.

Se le intenzioni di voto troveranno conferma nelle urne, non ci sarà competizione. L’agglomerato di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord con le liste civiche arriverebbe al 24,2% dei consensi, esito pressoché indifferente rispetto al candidato prescelto: il leghista Edoardo Rixi, intronato personalmente da Salvini (di cui Rixi è il vice nazionale), o il costruttore Federico Garaventa, scelto da Silvio Berlusconi e sostenuto dal coordinatore regionale di Forza Italia, Sandro Biasotti. Nessuno dei due è disposto a fare da alfiere all’altro, entrambi rivendicano la candidatura e comporre un ticket è impossibile. La Lega si prepara alla resa dei conti. Il segretario della Lega Nord Liguria, Sonia Viale, ha già fatto stampare i manifesti elettorali con la scritta: “Rixi presidente” e non cede di un millimetro. Biasotti (ex governatore dal 2000 al 2005, ha rifiutato di ricandidarsi) commenta, semirassegnato: “Con la Lega quando era in difficoltà siamo stati troppo generosi”. Il sondaggio assegna il 12% alla Lega Nord e il 15,1% a Forza Italia, un risultato che capovolge le ultime indicazioni nazionali. Anche conteggiando nel centrodestra il 5,4% assegnato alla lista “Noi” di Della Bianca (potenzialmente accreditata fino al 9%), il 32,6% resterebbe lontano dal risultato dello schieramento opposto (45,4%): quasi 13 punti percentuali.

Scrive Antonio Savà nel sondaggio: “Il centrodestra non ha personaggi credibili, se non è unito rischia di diventare il 3° competitor a favore di M5S. Probabilmente vincerà il Centrosinistra, ma al ballottaggio e non a mani basse”. L’assoluta sorpresa del sondaggio, sostiene Savà, è che il M5S che rischia di diventare il terzo incomodo. Non s0lo. “La variabile che potrebbe rimettere in gioco l’elezione del governatore ligure potrebbe maturare dall’alleanza fra il Movimento e la galassia della sinistra, purché aggregata attorno ad un unico candidato. E’ però una prospettiva puramente teorica. Lo si è capito anche nell’incontro di San Torpete, officiato da don Paolo Farinella, il prete che sta tentando di costruire uno schieramento anti-Paita. Assente la candidata del M5S indicata dagli iscritti via web (496 preferenze), la giovane Alice Salvatore, il capogruppo M5S a palazzo Tursi, Paolo Putti, si è destreggiato senza prendere impegni e tantomeno prospettare accordi con la sinistra. Una presenza ricognitiva, la sua, per ascoltare i punti di vista dei civatiani, di Reteasinistra, di Altra Liguria. Niente di più. Conclusione di Putti. “Dobbiamo aiutare qualcuno di noi a tornare a volare”. Già, ma chi, se non si è disposti a firmare alleanze elettorali? Grillo, per conto di Casaleggio, è stato chiarissimo: chi si azzarda a flirtare con gli altri partiti esce dal Movimento.

Il sondaggio accredita il M5S del 21,9% dei voti, che salgono al 23,8% se riferiti personalmente al candidato Alice Salvatore, in competizione con Rixi (24,2%), Paita (38,4%) e Anna Canepa (13,4%), che però ha già rifiutato di guidare le forze di sinistra. Le percentuali si scostano da pochi decimi ad un paio di punti in meno se a Rixi il centrodestra sostituisse Della Bianca o Garaventa. Salvatore salirebbe fino al 25% contrapposta a Paita (38,9%), Canepa (13,1%) e Garaventa (22,1%). Un bottino comunque considerevole, che segnala come il Movimento, nonostante gli ukaze di Grillo e Casaleggio, in Liguria goda buona salute. Don Farinella ha rotto gli indugi lanciando un ballon d’essai: candidare Domenico Finiguerra, promotore del referendum sull’acqua, blogger del fattoquotidiano.it, che tuttavia non è ligure ed è semisconosciuto. Nel ticket con lui ci sarà una donna, ma sulla sua identità il “don” tiene la bocca chiusa. “Aspetto risposte. Penso anche ad altri nomi, di livello nazionale. Mi vedrò con alcune persone per verificare i loro orientamenti”. Farinella è tornato alla carica con Adriano Sansa ma l’ex magistrato, dopo una lunga riflessione che ha coinvolto i familiari, ha declinato nuovamente l’invito a candidarsi.