viareggiocupLo scorso anno terminò con il trionfo dei “piccoli diavoli” di Pippo Inzaghi, (decisamente più in palla del suo attuale Milan), che alzarono la Coppa Carnevale vincendo la finalissima in rimonta per 3-1 nei tempi supplementari contro il temutissimo Anderlecht, vincitore dell’edizione precedente proprio ai danni dei rossoneri e autentica fabbrica di talenti nell’ultimo decennio.

Tanti sono stati i giovani, ma anche i tecnici (Sacchi e Lippi su tutti), che si sono messi in mostra nei 67 anni di storia del torneo considerato ancora adesso da molti, la manifestazione calcistica giovanile più importante al mondo. Si potrebbe fare un elenco infinito di personaggi che, dal dopoguerra ad oggi, hanno mosso i primi passi nel panorama calcistico internazionale proprio grazie alla città del carnevale. Il viola Sergio Cervato fu il primo. Poi ci furono il “kamikaze” Giorgio Ghezzi, Giacinto Facchetti, Dino Zoff, Luciano Chiarurgi fino ad arrivare ai più recenti Andrea Pirlo, Francesco Totti e Antonio Cassano, passando per i vari Alex Del Piero, Bobo Vieri, Roberto Mancini, Alessandro Nesta, Roberto Baggio, i fratelli Baresi, Gaetano Scirea e chi più ne ha, più ne metta.

Ma torniamo al presente. Si partirà con la sfida inaugurale del 2 febbraio tra i campioni uscenti del Milan di capitan Mastalli e del bomber comasco Cutrone e il PSV Eindoven, formazione olandese storicamente ostica a livello giovanile e nuova squadra della punta romana classe 1999 Gianluca Scamacca. Insieme ai “contadini” d’Olanda, ci saranno diverse formazioni straniere: il Bruges e il Genk avranno l’arduo compito di sostituire la rumorosa assenza proprio dell’Anderlecht. Ci saranno anche le partecipazioni bizzarre dell’A.P.I.A. Leichhardt (Australia), Pakhtakor (Uzbekistan) e Pro Duta (Indonesia), quest’ultima forse come regalo di consolazione al nuovo presidente dell’Inter Thohir. Squadra indonesiana che avrà nel girone eliminatorio proprio l’Inter di mister Vecchi, considerata tra le possibili regine della competizione, ma molto dipenderà dalla presenza dei suoi gioielli Bonazzoli (poche ore fa, il discutibile accordo con la Samp per il suo trasferimento a giugno) e Puscas, da tempo aggregati alla prima squadra. Insieme ai nerazzurri, sono fortemente accreditate alla vittoria finale la Roma, la Fiorentina, il Torino e l’Atalanta del maestro Mino Favini, monumento vivente del calcio giovanile italiano.

Le sorprese del torneo potranno arrivare dall’Empoli (che tanto bene si sta comportando con i suoi giovani, sia in Serie A che nel campionato Primavera), dall’arrembante Spezia di mister Gallo, dal Bari e dal Cesena. Tutte squadre forse ancora troppo acerbe per reggere fino in fondo questo tipo di competizioni, ma sicuramente in crescita nella gestione e nella maturazione dei rispettivi vivai. E poi ci saranno anche le assenze: fuori dalla lista degli invitati la Lazio di Simone Palombi, la Juventus di capitan Romagna e la Samp, guidata in panchina da Enrico Chiesa. Peccato. La famiglia Chiesa verrà comunque rappresentata dal figlio Federico, classe ‘97 e talento emergente della Fiorentina di mister Guidi: attenzione a questo ragazzo perché ricorda molto il padre nei guizzi palla al piede e nella rapidità di giocata.

Forse non tutti sanno che il Torneo di Viareggio (oggi Viareggio Cup) deve le sue origini a Torquato Bresciani (a lui intitolato lo Stadio dei Pini), appassionato di sport che dopo un tentativo “rionale” nel 1947, diede vita un anno dopo, alla prima edizione della Coppa Carnevale, assegnandole un significato ben preciso che va ben oltre la semplice competizione calcistica: dimenticare la Seconda Guerra Mondiale e ripartire. E chi se non i giovani hanno la forza, l’entusiasmo e gli stimoli giusti per superare le difficoltà e guardare al futuro con ottimismo? Ripartire dalle nuove generazioni quindi.

Un concetto semplice ed oggi più che mai attuale, riproponibile in diversi campi. Ma io mi fermo a quelli da gioco… e che la kermesse abbia inizio!