“Fuori i nomi”. Dopo il silenzio, la prima mossa sul Quirinale in casa 5 stelle la fanno i due leader. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno scritto una lettera aperta a Matteo Renzi e l’hanno pubblicata sul blog: “I nomi che avrebbe fatto il M5S sarebbero stati tutti scartati come lo furono nel 2013. Per questo chiediamo a Renzie prima che inizino le votazioni la rosa di nomi che si appresta a presentare, come ha ribadito più volte, in qualità di presidente del partito di maggioranza, per proporla ai nostri iscritti in rete e farla votare. Toc, toc, Renzie batti un colpo di democrazia”. Cambia così la strategia M5S: non più un sondaggio tra gli iscritti aperto alle proposte su chi mandare al Colle, ma una consultazione aperta sui nomi della maggioranza. Il metodo è quello già usato durante l’elezione dei giudici per la Corte Costituzionale: dopo oltre 20 fumate nere, il Pd si presentò con il nome di Silvana Sciarra e dopo il via libera degli iscritti i 5 Stelle votarono compatti. In cambio ottennero l’ingresso del giudice in quota M5S Alessio Zaccaria al Consiglio superiore della magistratura.

E’ questa la strategia grillina: provare a mettere alle strette il leader Pd e vedere se una convergenza è possibile. Anche se, come scrivono nella lettera, l’impressione è che i democratici vogliano fare l’accordo a porte chiuse con l’ex Cavaliere. “Siamo arrivati alla vigilia delle votazioni”, scrivono Grillo e Casaleggio, “per la presidenza della Repubblica e solo una cosa è certa: i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone che discuteranno nel chiuso di una stanza candidature e vantaggi (anche e soprattutto personali). La negazione della democrazia. Il duo Berlusconi-Renzie in attesa di fondare ufficialmente il Partito Unico della Nazione, che già esiste e vota insieme in Parlamento sin dal primo incontro al Nazareno di un anno fa, (auguri!!!) detterà ai suoi nominati incostituzionali in Parlamento i nomi da votare dai quali uscirà il Presidente del Nazareno, scelto quindi da un condannato in via definitiva che in cambio riceverà la grazia attraverso la legge della delega fiscale e l’assicurazione che la sua concessione per le frequenze nazionali non verrà toccata”. Secondo Grillo e Casaleggio, il duo Renzi-Berlusconi non ha intenzione di coinvolgere le altre forze politiche nella scelta: “Le opposizioni non esistono in questo disegno. E’ un baratto, un mini comitato di affari, un suk. Le opposizioni sono chiamate in causa dal magnifico duo solo per ricattarsi a vicenda, se serve, e spuntare qualcosa, come è successo per il voto per la legge elettorale”.