Sembra un messaggio diretto al governo Renzi e in particolare al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, quello dei giudici contabili. Dalla relazione sulla gestione finanziaria per il 2013 degli enti territoriali della Corte dei conti emerge che senza investimenti in sanità, sopratutto nell’assistenza domiciliare e territoriale e nell’ammodernamento tecnologico, sono a rischio i Lea (Livelli essenziali di assistenza).

Il riassorbimento dei deficit è stato ottenuto con tagli lineari sulle principali voci di spesa (farmaceutica e personale) spiega la Corte, ma altri risparmi, ottenibili aumentando l’efficienza, se non reinvestiti in ambiti come l’assistenza territoriale e domiciliare o nella tecnologia, “potrebbero rendere problematico il mantenimento dell’attuale assetto dei Livelli essenziali di assistenza, facendo emergere, nel medio periodo, deficit assistenziali, più marcati nelle Regioni meridionali”.

Sempre nella relazione emerge che gli italiani spendono di più per i farmaci: dal 2009 al 2013, a fronte di un aumento del numero di ricette del 6,3% gli importi usciti dalle tasche dei cittadini per ticket e compartecipazione al prezzo di riferimento dei farmaci sono aumentati del 66,6%. Nel 2013 gli italiani hanno versato al Sistema sanitario nazionale per i farmaci 1.436 milioni, con una media pro capite di circa 24 euro (di cui 9 per ticket sulle ricette).