Servizio de “La Gabbia” (La7) sui numerosi benefit che spettano all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: telefoni satellitari, collegamenti televisivi e telematici, un maggiordomo, ma anche un guardarobiere, scorte, segretari, consiglieri diplomatici, auto blu con autista. All’ex capo dello Stato tocca anche un ufficio da 100 mq a Palazzo Giustiniani e uno staff di almeno 8 dipendenti, che costeranno 700mila euro. Oltre ai benefit, riceverà anche 15mila mensili di stipendio. Conplessivamente,a dispetto delle promesse di austerity e di tagli da parte di Napolitano, il Quirinale ci è costato 228 milioni di euro all’anno. E non solo. Come spiega il giornalista de ilfattoquotidiano.it, Primo De Nicola, all’inviato Emanuele Bonaccorsi, l’auto blu con autista personale è diritto anche del primogenito dell’ex capo dello Stato. Il figlio maggiore, Giovanni, vive a Ginevra, dove lavora per l’Associazione Internazionale dei Brevetti. Il cronista de “La Gabbia” prova quindi a intervistare il secondogenito di Napolitano, Giulio, che insegna dal 2008 diritto amministrativo all’Università Roma Tre, il cui rettore per 15 anni stato Guido Fabiani, cognato dell’ex presidente della Repubblica e attualmente assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio. Giulio Napolitano, però, non risponde alle domande di Bonaccorsi, che lo incontra sotto la casa dell’ex presidente della Repubblica e viene immediatamente allontanato dalla sua scorta

LA RETTIFICA DI GIULIO NAPOLITANO
Egregi direttori,
su incarico del prof. Giulio Napolitano, ai sensi dell’art. 8 della legge sulla stampa devo invitarla a pubblicare sul quotidiano da lei diretto e sul sito
tv.ilfattoquotidiano.it alla pagina http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/01/19/gabbia-benefit-di-napolitano-elauto-blu-con-autista-al-figlio/331217/ la seguente rettifica:
“Il Fatto Quotidiano riporta con risalto un servizio diffuso da “La Gabbia” pieno di inesattezze e dati non veritieri riguardanti il prof. Giulio Napolitano attribuendogli inesistenti privilegi e favoritismi. A tal proposito rilevo che:
1. Il prof. Napolitano nei nove anni di presidenza del padre non ha mai usufruito di privilegi legati alla posizione paterna. A maggior ragione non ne usufruisce ora né ne usufruirà in futuro.
2. In base alla normativa vigente, nessuno dei figli dell’ex Presidente Napolitano (né il primogenito Giovanni, né il secondogenito Giulio, chiamato in causa del tutto a sproposito) ha, né mai avrà, diritto all’assegnazione di un’autovettura, riguardando tale previsione normativa soltanto ed esclusivamente l’ipotesi in cui il Presidente della
Repubblica sia vedovo all’atto di assunzione della carica (ipotesi che, come a tutti noto, non riguarda l’ex Presidente Napolitano).
3. Il prof. Giulio Napolitano è uno specialista, sia in sede scientifica (avendo conseguito la cattedra come professore ordinario nel 2003), sia in sede professionale (per la quale ha superato l’esame da avvocato nel 1996), del diritto dei settori economici regolamentati ed è per questa ragione che da molti anni (anche ben prima che il padre fosse eletto Presidente della Repubblica) ha avuto incarichi per istituzioni e imprese del settore.
4. Una buona parte delle consulenze citate (ad esempio, quelle per la Presidenza del Consiglio, per varie commissioni ministeriali, di autorità indipendenti e del CONI) è stata svolta dal prof. Napolitano a titolo gratuito.
5. Le chiamate nelle università sono decise non dai rettori, ma dalle facoltà e dai dipartimenti. Nel caso del prof. Napolitano, egli è stato chiamato all’unanimità dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre, dopo che per sette anni era stato professore nella Facoltà di economia dell’Università della Tuscia e per tre anni ricercatore nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma.
6. Il parziale annullamento del primo concorso a professore associato superato dal prof. Napolitano nel 2001 avvenne perché fu ritenuto che non tutti i titoli dei candidati fossero stati valutati correttamente. La ripetizione di quel concorso ha confermato pienamente e all’unanimità il giudizio a favore del prof. Napolitano. Il Consiglio di Stato successivamente investito da un ricorrente dichiarato non idoneo ha affermato la piena legittimità della procedura di valutazione comparativa”.

Mi corre l’obbligo di informarvi che qualora tale rettifica non venga trasmessa – senza commenti sminuenti la sua portata – sarò costretto ad agire in base a quanto previsto dalla normativa vigente.
Distinti saluti

avv. prof. Vincenzo Zeno-Zencovich