Una richiesta d’aiuto che segnalava la nave Blue Sky M battente bandiera moldava a largo dell’isola greca di Corfù, carica di 600 clandestini siriani e in mano a uomini armati. Le autorità greche che si mobilitano con una fregata, due imbarcazioni e un elicottero per intervenire. Poi, in serata, la rettifica: sull’imbarcazione “non ci sono uomini armati, non si ravvisano stranezze” e la nave, diretta inizialmente verso il porto di Rijeka in Croazia, viene poi dirottata verso le coste pugliesi, come ha precisato il comandante della capitaneria di Porto di Gallipoli, Attilio Daconto. Rimane da capire per quale motivo, martedì, sia scattato l’allarme.

La nave, si ipotizza, potrebbe essere salpata dalle coste turche per dirigersi verso la Croazia ma, arrivata all’altezza di Corfù, chi la guidava avrebbe puntato l’Italia, azionato il pilota automatico, e abbandonato l’imbarcazione con condizioni meteo proibitive (in zona soffiavano venti fino a 49 chilometri all’ora). Il cargo “non ha alcun problema meccanico, nulla di sospetto a bordo” e prosegue la rotta, aveva fatto sapere la Guardia costiera greca dopo un primo controllo.

Ma in serata intervengono anche i mezzi militari italiani. Un elicottero EH 101 della Marina Militare ha portato a bordo del mercantile Blue Sky M tre operatori della Guardia Costiera di Gallipoli: loro compito, spiega la Marina militare, quello di poter verificare le condizioni di governo della nave. Uno degli operatori ha poi preso il controllo del mezzo. Il velivolo dell’84/o Centro SAR (Search and Rescue) di Gioia del Colle era partito poco dopo le 18.00 dalla base aerea pugliese sotto il coordinamento del Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico, in contatto con il Maritime Rescue Sub Center di Bari.

La vicenda resta dai risvolti ancora poco chiari, con i media che ipotizzano le ipotesi più disparate: dall’avaria ai motori alla possibilità che il cargo andasse alla deriva in balia delle onde fino alla presenza di pirati a bordo.
I primi a riferire dell’allerta sono stati i media greci. Dal cargo era partito un sos che allertava sulla presenza di “sospetti uomini armati a bordo”. Secondo alcune fonti la richiesta di soccorso poteva essere stata inviata da un passeggero o da una persona dell’equipaggio. Poi in un via vai di notizie tra loro contraddittorie altre fonti hanno parlato di problemi al motore e di alcune avarie di tipo meccanico. Media internazionali hanno poi riferito la possibilità che i clandestini siriani – tra i 400 e i 700 – fossero stati abbandonati dagli scafisti al loro destino, addirittura senza coperte, cibo e acqua. Altre fonti hanno addirittura scartato l’ipotesi dei clandestini a bordo. Di certo la nave per tutta la giornata è stata in balia del mare date le avverse condizioni meteo che imperversano nello Ionio, con i venti che soffiano a 50 km l’ora.