Sei una fan di Amore criminale e di tutti i programmi splatter che illustrano “sangue, sangue, sangue” e “lividi, ematomi, ecchimosi, tagli e chi più ne ha ne metta?” e ti appassiona leggere il settimanale Giallo sui  segreti degli autori di femminicidio? Non ti perdi una puntata della trasmissione di Barbara D’Urso o sei un appassionato dei plastici di Porta a Porta? Ora puoi dire la tua su che cosa fare per affrontare il problema della violenza contro le donne e soprattutto dare il parere positivo al Piano d’azione straordinario del governo, come? Votandolo!

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Come puoi fare? Iscriviti al grande gioco di società Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Chiunque tu sia, riferisci a Renzi la tua opinione. Dal 10 dicembre 2014 alle ore 23.00 del 10 gennaio 2015 puoi collegarti al link del Dipartimento delle Pari opportunità e proporre idee e anche il tuo gradimento rispetto alle strategie da attuare nei confronti del problemi della violenza. Si accettano tutti i suggerimenti anche quelli di chi propone evirazioni per stupratori e galera per le vittime che non denunciano. Sulla pagina troverai queste istruzioni:

– Gli utenti inviano le loro idee
– La nostra comunità discute e vota le idee
– Le idee più votate salgono in cima alla lista.

On line ci sono già i primi giocatori Occupier, Piovra, Giocatore di Squadra, Warholi, Rosa Papa, Commodoro. Apprendista ha già collezionato 95 punti. Le idee inviate fino ad adesso sono nove. Fai come me, iscriviti! Lo farò presto e proporrò subito un miglioramento al grande gioco del Piano Nazionale contro la violenza alle donne. Ho già visto che mancano i premi!

Ai primi o alle prime classificate potrebbe essere consegnato il kit stalker e il kit vittima di stalking per un gennaio da brivido anche senza la neve. Ai secondi classificati una cena a lume di candela con le tre Barbara: De Rossi, D’Urso e Palombelli. Per le seconde classificate potrebbe  esserci l’opzione cena con un criminologo a scelta. Al terzo posto il premio di consolazione: un selfie con Renzi.

… O cavoli, manca pure il quizzone!

P.s. Se volete un’analisi seria della situazione vi invito a leggere Eretica e quanto ha scritto nel suo blog.

Mi scuso se qualche donna che subisce o ha subito violenza si sia sentita turbata per l’irriverenza delle mie parole riguardo ad un tema che mi ha toccato da vicino e che mi impegna da vent’anni. Ho vissuto questi due decenni condividendo con altre donne il patrimonio di un’esperienza preziosa. Ho studiato e studio tuttora e mi metto in gioco anche personalmente con un continuo lavoro di supervisione e di analisi. Faccio tutto questo insieme ad altre operatrici.

Quando incontri chi è disposto o disposta a darti la sua fiducia devi dare il massimo e spremerti fino alle ossa.

Ho conosciuto centinaia di donne che hanno dato questa fiducia al centro antiviolenza di cui faccio parte: sono state 500 in dieci anni. Il gruppo di operatrici che le ha accolte ha cercato di favorire le condizioni perché si riprendessero ciò che era stato loro sottratto e ha cercato di non farle sentire sole. Se e quando non ci siamo riuscite abbiamo ascoltato con rispetto e attenzione  le loro critiche e la loro frustrazione. Nella sede abbiamo un armadio al quale alcune donne hanno appeso fogli con frasi e disegni. E’ stato un modo diretto di dirci che la loro esperienza era stata positiva. Non siamo infallibili, né onnipotenti ma abbiamo intenzione di portare avanti un progetto che da dieci anni offre risposte alle donne.

Se le mie parole sono irriverenti è perché stamattina non sono riuscita a trovarne altre quando sono entrata nel sito del DPO e ho preso atto dell’ennesima buffonata del Governo sul tema della violenza contro le donne. Non sono le mie parole che vi mancano di rispetto ma costoro. Questo è un governo fatto di persone che hanno perso la bussola. Hanno smarrito il significato del ruolo che ricoprono e sono degli analfabeti della politica. Hanno perso persino il buon senso e ci stanno trascinando in un mondo caricaturale dove tutto diventa un fumetto senza timore del ridicolo. Ed io non conosco altro modo per rispondere alle buffonate se non facendo una grande pernacchia!

@Nadiesdaa

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente replica

Invio la presente per replicare al post a firma della Presidentessa Centro Antiviolenza Demetra, Nadia Somma e intitolato “Violenza sulle donne: partecipa al grande gioco del ‘Piano d’azione straordinario’ del governo”.

La consultazione pubblica non è un gioco ma una forma di democrazia partecipativa che abbiamo voluto utilizzare in rispetto alla natura particolarmente delicata della materia. Le linee d’azione del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere che possono essere commentate, e non votate come asserisce la presidentessa di Demetra, sul sito del Dipartimento per le pari opportunità e su partecipa.gov.it sono state precedentemente stilate in seguito a una lunga e accurata istruttoria, frutto dei contributi delle amministrazioni competenti e delle associazioni.

Il lavoro è ora a disposizione dei singoli cittadini e anche delle associazioni che non hanno partecipato alla task force, affinché possano leggere cosa si intende fare e fornire, se vogliono, idee e riflessioni costruttive. Ogni contributo è prezioso ed è il benvenuto.

Questa operazione di trasparenza e di condivisione è una forma di rispetto verso le numerose complessità che sono insite nel tema della prevenzione alla violenza sulle donne. Lo stesso rispetto che mi auguro la presidentessa Nadia Somma e le altre donne che conoscono la materia, vogliano dimostrare esprimendo la loro idea, contraria o favorevole che sia, concretamente e nel merito delle linee d’azione. Concludo confermando la mia piena disponibilità all’incontro e al dialogo per vincere insieme questa importante battaglia.

On. Giovanna Martelli
Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le Pari Opportunità

Risposta di Nadia Somma

Onorevole Giovanna  Martelli, l’associazione che rappresento fa parte della rete Nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, che ha portato la propria esperienza ai tavoli della task force interministeriale per la redazione del Piano, oggi in consultazione online. Il percorso è stato difficile, discontinuo e poco lineare e dai suoi esiti D.i.Re ha preso le distanze anche pubblicamente.

Il nostro contributo ha potuto incidere ben poco per evitare che il Piano prevedesse interventi che vedono la donna come soggetto debole da tutelare e al quale imporre soluzioni e percorsi. Quali altri interlocutori pensate possano contribuire a rendere condiviso un Piano che ripropone stereotipi e cliché? E’ per questo che cercate il consenso popolare? I percorsi virtuosi per le vittime di violenza sono quelli che restituiscono loro forza e diritto all’autodeterminazione, una metodologia che ancora oggi, non è adottata nei luoghi istituzionali, nodi della rete di contrasto alla violenza nel Piano attuale.

Onorevole Martelli, temo che si sia persa un’occasione preziosa. La libertà femminile e il contrasto alla violenza si costruiscono con le donne e con l’autentica partecipazione e il coinvolgimento delle associazioni. I centri D.i.Re non parteciperanno alla consultazione on line.