“E’ la Roma fascista”, ha minimizzato un amico ieri sera a cena commentando l’ultima manifestazione di Blocco Studentesco a Torrevecchia. A me sembra un po’ poco ridurla a questo. Perché se è vero che Roma da sempre è anche fascista (basta guardare alle vecchie amministrazioni, agli ex nar nelle municipalizzate della capitale, alle gestioni di Comune e Regione) è anche vero che quello che sta accadendo negli ultimi mesi è molto di più. È l’esplosione di un odio verso l’altro che forse c’è sempre stato, ma che oggi sembra (e forse è solo una mia percezione, anche sbagliata se vogliamo) molto più concreto. Le cronache dei giornali locali degli ultimi mesi raccontano un’escalation di violenza. A Tor Sapienza nelle settimane passate c’è stato un assalto al centro di accoglienza di via Morandi. I residenti sono scesi in piazza e hanno ben pensato di lanciare sassi e bottiglie contro la struttura che ospita gli immigrati, mentre altri davano fuoco a sei cassonetti. La banalità della giustificazione che hanno dato a tutto ciò lascia che i commenti vengano da sé.

Ha dell’incredibile il fatto che si pensi ancora che il maggior problema dell’Italia siano gli immigrati. Mi sembra ancora più assurdo che a lanciare quei sassi fossero dei giovani (come va di moda definirli ora, anche se solo in questo Paese a 30 anni si è ancora giovani!) che non si rendono conto che in Italia a rubare davvero non sono gli immigrati: sono le associazioni malavitose con le buste piene di denaro dato in cambio di appalti al funzionario pubblico di turno, è la politica che lucra sui rimborsi elettorali, sono gli amministratori locali che fanno pagare ai contribuenti anche le mutande, riempiendo i rendiconti di spese.

Passano pochi giorni e la protesta a Roma si concentra sui rom, a Torrevecchia precisamente. Un gruppo di ragazzi di Blocco Studentesco, costola di Casapound, ha manifestato davanti ad una scuola superiore, che si trova proprio vicino al centro rom di via Lombroso. “Stop alla violenza rom” citavano i loro striscioni, riferendosi ad una vicenda avvenuta qualche giorno prima. Un giornale locale aveva parlato di presunte violenze fatte da alcuni rom contro gli studenti. Un giovane in forma anonima raccontava dei sassi che venivano lanciati dal campo accanto all’istituto. Nessuno si è chiesto se fosse vero o meno. Ma quella goccia è bastata per far scendere in strada 500 militanti di Blocco Studentesco che per qualche ora hanno bloccato l’uscita del campo rom. Non sono servite le dichiarazioni degli insegnanti e degli assessori del municipio che dicevano che tutto quello che era stato raccontato era una notizia “montata”, che gli studenti avevano un buon rapporto con i ragazzi del campo rom. No, non sono servite a nulla queste parole. Blocco Studentesco era lì a manifestare, aggiungendo a fine serata solo che loro non avevano bloccato nessuna uscita, che i rom erano liberi di uscire dal campo. Come se potesse bastare a quei nomadi che difronte a loro vedevano una cordata di persone e per ovvie ragioni ne erano intimiditi.

No, questa non è solo la Roma fascista. Questa è una città che non sa riflettere su se stessa, è una città che non si rende conto di quanto i servizi siano lenti e assenti, quanto le strade siano disastrate, quanto la qualità della vita sia bassa, nonostante si tratti di una capitale. Questa è la Roma ormai cieca che non vede i reali problemi, è la Roma dei covi con le croci celtiche, è la Roma del Boia chi molla. E non si rendono conto che alla fine gli unici che hanno mollato sono solo loro.

Twitter: @PacelliValeria