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Killer di Aarau, cosa sappiamo sull’ex cuoco: “Vent’anni per costruirsi un’arsenale di fucili, Beretta, pistole e munizioni”

Un AK-74 e una Baikal, tra le armi accumulate in due decadi. Sono state ritrovato all'interno dell'auto del 43enne svizzero che si è spontaneamente costituito il 31 agosto
Killer di Aarau, cosa sappiamo sull’ex cuoco: “Vent’anni per costruirsi un’arsenale di fucili, Beretta, pistole e munizioni”
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Vent’anni per costruire l’arsenale: un fucile d’assalto AK-74, due pistole, una Baikal e una Beretta, le munizioni accumulate pazientemente e con non poco denaro. È ciò che emerge del killer di Maria Spinelli, il 43enne svizzero responsabile della sparatoria durante un rave party all’ippodromo di Aarau nella notte tra sabato e domenica scorsi. L’uomo aveva un passato da cuoco nell’esercito.

Secondo le prime letture investigative l’ex militare si sarebbe preparato a lungo, in attesa di un’occasione per agire. Ha sparato una quarantina di colpi contro i 3.500 ragazzi che uscivano dall’ippodromo di Schachen al termine del festival musicale, uccidendo la 22enne italiana Maria Spinelli e ferendo altri cinque giovani tutti domiciliati in svizzera. Le armi che ha usato sono il kalashnikov e la Beretta, mentre la Baikal è rimasta nella seconda fondina. Solo dopo 24 ore è terminata la caccia all’uomo delle forze dell’ordine del Canton Giura, perché è stato il killer a costituirsi spontaneamente.

Le armi sono state ritrovate all’interno della sua auto ma al momento rimangono ignoti pressoché tutti gli elementi principali della vicenda. Non è chiaro se l’uomo avesse dei complici e se soffra di disturbi psichici: costituendosi, il 43enne avrebbe riferito di soffrire da tempo di problemi di salute, ma gli inquirenti non dispongono di documentazione su eventuali patologie e non risultano ricoveri a suo carico. Sarà quindi disposta una perizia psichiatrica. Da chiarire resta anche il perché avesse conservato così a lungo le armi da riservista assegnate al termine del servizio militare, consegnate nel 2013, scrive Il Corriere.

Secondo gli investigatori, il rave sarebbe stato scelto casualmente e sono state escluse motivazioni ideologiche o estremiste. Per la polizia si tratterebbe di un “atto di follia”. Le dichiarazioni rilasciate dopo l’arresto non è ancora chiaro. Pare le uniche parole siano state “sto male”, poi, silenzio assoluto. Le ipotesi di reato nei sui confronti sono di omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi.

In attesa che la giustizia svizzera possa dare più risposte, resta il ricordo di Maria Spinelli, che in Svizzera si era trasferita in cerca di un po’ di serenità e indipendenza, lontana dalle tensioni del passato. Proprio nel Pese che spesso si vanta della propria capacità di prevenzione e di una rete di vigilanza capillare, dove raramente accade qualcosa di anomalo, il killer è riuscito a sfuggire a ogni controllo per ben vent’anni, agendo lentamente e in segreto nascondendosi dietro l’identità di un uomo incensurato, apparentemente anonimo, ma capace di uccidere.

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