E’ stata dunque rinviata la resa dei conti, ma non il comitato di presidenza. Berlusconi ha ignorato la richiesta di Raffaele Fitto di posticipare la riunione visto che gli europarlamentari sono impegnati a Strasburgo per la visita del Papa. L’organismo del partito proseguirà domani, 26 novembre, per ascoltare appunto i deputati dell’Europarlamento, ma intanto oggi è prevista solo la relazione dell’ex presidente del Consiglio. L’ex presidente del Consiglio riprova a mettere insieme i cocci per l’ennesima volta. E’ la più difficile, probabilmente. “Basta liti tra di noi – dice – Se ci sono delle divergenze dobbiamo risolverle al nostro interno e non con affermazioni esterne”. I panni sporchi vanno lavati in casa, dunque, perché – ha spiegato – i suoi sondaggi dicono che gli scontri interni a Forza Italia hanno inciso negativamente sul risultato elettorale delle Regionali in Emilia Romagna e in Calabria.

E strizza l’occhio alla Lega Nord, che in Emilia Romagna è diventato il primo partito della coalizione. “Matteo Salvini è bravo, è simpatico e capace. Ha fatto una campagna elettorale stando sul territorio e parlando alla gente. E’ stato venti giorni in Emilia e ci sa fare”. In particolar modo Berlusconi avrebbe ribadito la necessità di mantenere saldo l’asse elettorale con la Lega ai fini della ricostruzione del centrodestra, perché la presenza di Salvini rafforza la coalizione. Nessun accenno, però, alla possibilità di primarie di coalizione a cui fa riferimento lo stesso leader del Carroccio.

Dunque l’ex Cavaliere rilancia la necessità di allearsi di nuovo con gli altri pezzi di centrodestra, che oggi marciano sostanzialmente in ordine sparso: Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra, Lega Nord. “Dobbiamo aprire a tutti i partiti di centrodestra – spiega Berlusconi – Capisco le difficoltà ad accettare tutti, ma solo uniti si vince”. Il leader di Forza Italia ha detto che si aspettava un risultato deludente alle Regionali. A pesare, secondo lui, non solo la litigiosità all’interno del partito – ormai spaccato in due o tre tronconi – ma anche la sua impossibilità di fare campagna elettorale, a causa dei servizi sociali a cui è costretto. “La libertà negata di Berlusconi – ha spiegato in mattinata il Mattinale di Renato Brunetta – è il fattore chiave per capire quello che è successo in Emilia Romagna e Calabria. Le analisi sui risultati di Forza Italia e sul disamoramento verso il voto hanno dimenticato volutamente questo vulnus alla democrazia. Ripristinare l’agibilità politica del leader dei moderati è un dovere di chi ne ha gli strumenti e un diritto non solo di chi si identifica con lui e la sua figura di grande statista italiano, ma anche di chi ama la lealtà della partita elettorale. Non è una questione di partito, ma di moralità della competizione politica”.

Ma se c’è una cosa su cui non si smuove è il Patto del Nazareno. Berlusconi ha ribadito che “è un accordo che abbiamo fatto per garantire istituzioni efficienti al Paese e un percorso di riforme” che serve a “realizzare le riforme istituzionali spiegando che l’accordo può assicurare la legge elettorale per la governabilità del Paese”.

Nel partito intanto c’è chi dà la colpa al patto del Nazareno come Francesco Paolo Sisto (fittiano), c’è chi lo nega e pensa ad altre ragioni (Manuela Repetti), chi invoca l’unità sotto il segno di Berlusconi (Maurizio Gasparri). Maurizio Bianconi torna all’attacco: “Se Berlusconi intende rappresentare qualcosa di altro nel centrodestra esca da Forza Italia e faccia il suo partito, quando gli sarà passata la cotta allora potrà tornare a fare il leader del centrodestra – dichiara il deputato a La7 per l’ennesima volta – Fi sta perdendo voti che vanno al Pd perché c’è Renzi e alla Lega perché c’è Salvini. Noi cosa facciamo? Due elettori su 3 hanno lasciato il nostro partito in queste Regionali. Esiste una esigenza di centrodestra che non si identifica in Salvini”.