“Ci siamo riusciti sulla Consulta e sul Csm, è probabile che ci riusciamo sulla legge elettorale”. Montecitorio, a metà pomeriggio quando si viene a sapere che l’accordo fra il M5s e il Pd sull’elezione dei giudici della Consulta e del membro del Csm ha retto, il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, renziano tendenza radicale, sprizza di felicità. Perché lui, circa un mese fa, nel bel mezzo dell’impasse istituzionale, con i Catricalà e i Violante impallinati dai franchi tiratori, fu il primo dalle colonne di questo giornale a chiedere a gran voce di riavvolgere il nastro e aprire al M5s. Ma c’è di più, nel colloquio con ilfattoquotidiano.it Giachetti si dice pronto a ripetere l’esperimento M5s-Pd anche per il secondo membro che deve ancora essere eletto alla Consulta: “O Forza Italia si impegna a concorrere all’individuazione dell’ultimo membro oppure con la stessa maggioranza di oggi si elegge un altro membro della Corte”.

Vicepresidente Giachetti mettiamo un po’ d’ordine: ieri l’incontro fra Renzi e Berlusconi non ha prodotto risultati perché l’ex Cavaliere ha chiesto di temporeggiare sulla legge elettorale. Oggi Pd ed M5s eleggono grazie ad un accordo un giudice della Consulta e un membro laico del Csm. Salta il patto del Nazareno?
Io sono sempre stato convinto che la politica non si può far prendere dalla nebbia del furore. Questo è un Parlamento composto, a differenza delle precedenti legislature, da tre forze politiche che più o meno si equivalgono. Se tu hai un quorum istituzionale di 570 il presupposto è che ci sia un accordo politico che tenga la stragrande maggioranza dei gruppi. Allora pensare che tu sul Csm non dai una possibilità a una forza politica che rappresenta il 25%, magari adesso il 20%, è inaccettabile sul piano istituzionale. Io lo so benissimo che loro ci sputano in faccia. Ma il senso della politica è quello di distinguere il day by day dalle questioni cardini. Mi sono sempre rifiutato, siccome sono più esperto, di assumere l’atteggiamento del maestro nei loro confronti. Sono degli interlocutori politici. Per questa ragione, come vi sarete resi conto, io dopo la 18 votazione ho proposto di azzerare tutto e ricominciare con un metodo nuovo.

E allora oggi cosa è successo?
Se non c’è stato accordo a tre è perché dentro Forza Italia c’è la balcanizzazione. Come hanno impallinato i precedenti, oggi hanno fatto la stessa cosa. Per quanto mi riguarda, se noi eleggiamo il membro della Consulta indicato dal Pd, e il membro del Csm indicato dai cinque stelle. A questo punto o Forza Italia si impegna a concorrere alle elezione dell’ultimo membro , o con la stessa maggioranza di oggi si elegge un altro membro della Corte. Anche perché oggi si è dimostrato che i voti per eleggere i membri della Consulta ci sono. A ciò si aggiunge un altro elemento: la scelta di Fi di votare scheda bianca è stata fatta per rendere più difficile l’elezione membro del Csm perché il quorum è sui votanti e non sul totale.

Obiezione: alla luce di queste parole con la “melina” di Forza Italia e con i pentastellati che in queste ore votano insieme al Pd si potrebbe dire che dal patto del Nazareno si passa all’asse Pd-M5s
Io resto convito che per noi è un esigenza primarie che si debba dialogare e condividere le riforme anche con il M5s. Questo comporta che possa saltare il patto del Nazareno? A me non importa nulla perché Berlusconi non può permettersi di bloccare le riforme.

In Transatlantico si mormora che l’accelerazione di Renzi sull’Italicum sia strettamente legata al ritorno alle urne in primavere. E i fatti di queste ore vanno in queste direzione
Io non penso che sia Renzi che voglia andare ad elezioni ma piuttosto Berlusconi, perché con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Consulta porterebbe in termini proporzionali a casa il 15%.  Solo chi non capisce nulla della legge elettorale e non si rende conto di cosa si stia parlando ritiene che approvare l’Italicum significhi andare a votare a marzo. Approvare questa legge elettorale rende impossibile che si torni a votare in primavera perché la legge elettorale è legata all’approvazione delle riforme. Qual è un presidente della Repubblica che ti manda al voto con due sistemi elettorali differenti tra Camera e Senato?

E appunto per questo motivo qualcuno ritiene che Renzi tiri fuori la clausola segreta per modificare l’articolo 2 della legge elettorale, quella che estende la legge anche al Senato
Questa clausola è stata già fatta saltare alla Camera. Ad oggi nelle trattative che ci sono tra Berlusconi e company quella cosa non è mai apparsa.

Resta comunque sul tavolo l’atteggiamento ondivago di Forza Italia, un giorno propositivo sul governo Renzi e sulle riforme, un altro ancora sulle barricate. Non ritiene che Berlusconi e le sue truppe siano inaffidabili?
Io ho sperato fino alle fine che in realtà ci fosse una vera voglia di cambiare.. Ahimè, constato che utilizzano il tempo a disposizione per arenare le riforme.  Del resto, quando posticipammo la calendarizzazione della legge elettorale al Senato, si levarono gli scudi. Adesso dicono il contrario.

Ma quale sarebbe la soluzione per uscire da questo impasse?
Per me ci sono due schemi. Il primo prevede l’Italicum, con premio il premio alla liste che i cinque stelle avevano richiesto durante lo streaming del giugno scorso. E io credo che i cinquestelle ci possano stare. Esattamente come loro hanno preteso che noi cambiassimo la candidatura alla Consulta, io ripropongo lo stesso schema per la legge elettorale. Non va bene questa opzione? Io ho messo in campo il Mattarellum, senza lo scorporo, e con il 50% di donne in liste e l’alternanza uomo-donna.  Peraltro noi nei collegi potremmo fare le primarie. Insomma se ci siamo riusciti sulla Consulta è possibile ripetere l’esperimento sulla legge elettorale.

Twitter: @GiuseppeFalci