“ Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” cantava il grande Francesco De Gregori a proposito di un certo Nino che aveva paura di tirare un calcio di rigore. La massima si è sempre citata anche a proposito di altre attività e vocazioni. Sembra ovvio e giusto: non è fermandosi ai particolari che si può giudicare la qualità di una persona, di uno scrittore, di un politico. Ma io sono abituato a guardare ai particolari, ai dettagli che le riprese televisive offrono in grande quantità e con grande rilievo.

E ieri uno di questi particolari, colto dalle telecamere alla Leopolda, mi si è parato davanti agli occhi e mi ha lasciato senza fiato. Premetto che non ho mai condiviso i discorsi che sottolineavano l’analogia tra Renzi e Berlusconi, tra i due modi di concepire e fare la politica, di organizzare il loro movimento. Troppe le differenze di origine, di cultura, di personalità, di esperienze e anche di programmi. Si può criticare Renzi, la sua politica, le sue scelte – mi dicevo – ma non c’è nessun motivo di evocare ogni volta il paragone con il berlusconismo. Ma ieri queste mie convinzioni hanno subito un duro colpo.

Tutte le immagini dell’oratoria renziana mi costringevano a un ripensamento. Al di là delle affermazioni, che in pochi casi condividevo, a insinuare in me il terribile sospetto erano soprattutto quelle pause studiate, quella mimica esagerata in favore di telecamera, quelle mossette compiaciute, quelle manifestazioni eccitate e urlate di acritico entusiasmo per ogni parola del leader da parte dei suoi invitati. Poi è arrivata la mazzata, tutta in un particolare. A un certo punto in un controcampo che inquadrava la sala gremita e osannante mi è parso di vedere, di sfuggita, per una frazione di secondo, un’immagine davvero inquietante: la figura di un uomo che comandava gli applausi della platea.

Una scena imbarazzante, terribilmente kitsch. Ben lungi dall’assistere al raduno delle menti più vivaci e innovative del paese, mi sono improvvisamente trovato davanti a un vintage anni ottanta, alle prime trasmissioni della tv commerciale, a un bell’OK il prezzo è giusto d’annata. Ci mancava solo la Zanicchi. Ditemi che non è vero, che ho visto male, perché, se invece ho visto bene, questo è uno di quei particolari da cui si può giudicare un giocatore; e non solo di pallone.