Siding Spring, questo il nome della cometa che il 19 ottobre sfiorerà Marte. Ha le dimensioni di una piccola montagna con un nucleo dal diametro di 700 metri. Passerà accanto al pianeta Rosso alle 20.28 (ora italiana) ad una distanza record di 138.700 chilometri (un terzo della distanza tra Terra e Luna). Oltre al passaggio ravvicinato, l’evento è eccezionale per due motivi: Siding Spring è una cometa di lungo periodo e ha impiegato probabilmente milioni di anni per uscire dalla Nube di Oort intorno al Sistema solare, il secondo è lo spettacolo che genererà il suo passaggio, poiché la cometa illuminerà i cieli con un bagliore diffuso che lascerà aurore mozzafiato e una pioggia di meteore nell’atmosfera.

“Incontri così ravvicinati tra un pianeta e una cometa si contano sulle dita di una mano”, spiega Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. “Per trovare casi simili – continua Masi – dobbiamo andare indietro al 1994, quando Giove venne bombardato per due giorni dai frammenti della cometa Shoemaker-Levi 9, e ancora più indietro nel 1770, quando la cometa Lexell sfiorò la Terra passando a 2,3 milioni di chilometri di distanza”. Questa volta la distanza tra Marte e la cometa sarà sedici volte più piccola. Masi specifica: “Le ultime previsioni escludono la possibilità di una collisione, mentre rimane probabile una debole pioggia di frammenti della cometa nell’atmosfera di Marte. In ogni caso sarà uno spettacolo indimenticabile visto da lassù”. 

L’osservazione dalla Terra tramite telescopio non sarà facile, soprattutto perché nelle ultime due settimane la cometa ha perso gran parte della sua luminosità. Secondo gli esperti l’orario migliore sarà intorno alle 19.15, poco dopo infatti, la cometa tramonterà. Lo straordinario evento sarà trasmesso in diretta streaming a cura della Virtual Telescope, grazie alle rilevazioni di Curiosity e Opportunity, e delle sonde Nasa e dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che orbitano intorno al pianeta. La stella è stata scoperta nel gennaio 2013 da Robert H.McNaught del Siding Spring Observatory nel New South Wales in Australia.