Nel giorno del debutto dal primo minuto di Fernando Torres, il Milan muore e risorge ad Empoli nell’arco di un’ora, andando sotto di due gol dopo in un primo tempo imbarazzante e sfiorando addirittura la vittoria nella ripresa. Ma il pareggio finale ha il sapore del rammarico per due punti persi. E il punticino guadagnato proprio non cancella quanto di brutto mostrato dai rossoneri. Un monito severo per Inzaghi e per chi si era lasciato prendere da facili entusiasmi dopo le prime due vittorie in campionato.

Di buono, se non altro, c’è l’esordio di Torres. L’attaccante spagnolo ha timbrato il cartellino con una splendida torsione di testa, e ha disputato un discreto secondo tempo (pessimo invece il primo). Ha fatto il suo, comunque, e per essere la prima non è andata male. L’altra novità della giornata, il giovane belga Van Ginkel che dovrebbe rinnovare il centrocampo milanista, ha giocato una mezzora molto timida, prima di farsi male ed essere sostituito da Bonaventura. Anche lui ha partecipato al naufragio rossonero nei primi 45 minuti. Di fronte stavolta c’era l’Empoli, non la Juventus campione d’Italia. Un mix di debuttanti e veterani, squadra organizzata e volenterosa, ma quasi nulla in attacco. E invece il Milan riesce a subire due gol in venti minuti, e a rischiare anche in numerose altre occasioni.

I pericoli i toscani li creano soprattutto su calcio piazzato, che si conferma tallone d’Achille dei rossoneri. Il primo gol, firmato dal difensore Tonelli, è frutto di un’evidente dimenticanza in marcatura di Bonera. La scelta di Inzaghi, che lo ha preferito a Rami, è discutibile. Ma cambiano gli uomini, non la costante di una squadra che prende troppi gol su calcio d’angolo (e non solo). Va ancora peggio sul raddoppio, dove l’amnesia è collettiva: ancora su palla da fermo, su uno schema su punizione ben studiato ma non impossibile da leggere, e che invece coglie completamente impreparati i difensori rossoneri. Pucciarelli è libero di infilare Abbiati, che da par suo aveva già salvato due volte in precedenza.

Il Milan del primo tempo è una barca che fa acqua da tutte le parti: in difesa, dove tanti errori individuali vanificano lo spirito di una formazione improntata alla copertura, contrariamente a quanto farebbero credere i risultati. Davanti la squadra accompagna e produce poco, e l’unico vero schema offensivo sono le accelerazioni individuali di Menez. Mentre a centrocampo basta un veloce giropalla a mandare fuori fase i mediani di Inzaghi. Problemi che la vittoria dell’esordio contro la Lazio aveva nascosto: erano già cominciati a emergere contro Parma e Juventus, a Empoli sono letteralmente esplosi. Le cose cambiano col passare dei minuti: un po’ perché il gol di Torres dà fiducia ai rossoneri e mette paura ai padroni di casa, un po’ perché l’Empoli finisce la benzina. E poi il Milan doveva per forza migliorare dopo l’orribile primo tempo.

Quando intorno al 45’ lo spagnolo accorcia le distanza si intuisce che l’Empoli farà fatica a resistere al ritorno degli avversari. L’impressione diventa una certezza nella ripresa: sull’ennesimo buco della coppia Bonera-Zapata, Tavano si divora una rete in contropiede e fa scattare la dura legge del gol sbagliato, gol subito. Honda segna il 2-2 col suo sinistro chirurgico, Menez fa tremare l’incrocio dei pali. Valdifiori rimedia due gialli in sessanta secondi, scatenando l’assedio finale. Ma il fortino toscano tiene fino ed oltre il novantesimo. Il Milan si ferma ad un passo dal completare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso. Ma la vera impresa è stata andare sotto di due gol e farsi dominare per 40 minuti dal piccolo, grande Empoli. Che giocando come nel primo tempo e lottando come nel secondo avrà qualche chance in più di salvezza di quante gliene attribuisca il pronostico.