“Dopo l’ennesimo episodio di vergognosa disinformazione del Tg1 abbiamo deciso di agire così. Ora basta!”. Beppe Grillo annuncia su Facebook l”interrogazione parlamentare firmata Movimento 5 Stelle per chiedere le dimissioni del direttore del Tg1 Mario Orfeo e dei giornalisti Alberto Matano e Claudia Mazzola. I firmatari del documento – Dalila Nesci, Alberto Airola, Mirella Liuzzi, Lello Ciampolillo e Gianni Girotto, che rappresentano M5s in commissione di vigilanza Rai – sostengono che il telegiornale di Viale Mazzini ha distorto le dichiarazioni del vicepresidente della commissione esteri alla Camera Alessandro Di Battista sui terroristi. Polemiche anche sul relativo servizio di Claudia Mazzola: oltre ad aver ripreso solo 15 secondi di un messaggio di Grillo di undici minuti, la giornalista è accusata di aver riferito le parole di Di Battista sul terrorismo facendole seguire dalle “dichiarazioni critiche e contrarie di tutte le forze politiche senza che invece venga dato il minimo diritto di replica allo stesso Movimento Cinque Stelle“.

Una presa di posizione a cui hanno reagito il comitato di redazione del Tg1 e il segretario dell’Usigrai con una nota congiunta: “Un editto bulgaro in salsa…Cinque Stelle. Adesso il Movimento di Beppe Grillo chiede addirittura le dimissioni del direttore e di due colleghi del Tg1, motivandole con una presunta ‘campagna diffamatoria’ nei confronti del M5S. Nessuno era arrivato a tanto negli ultimi anni e sembrava che gli eccessi di qualche anno fa fossero evaporati. Invece ci risiamo: quando l’informazione non piace si chiedono dimissioni, licenziamenti, punizioni. Ci sentiamo di dover tornare sull’argomento per ribadire che comportamenti del genere sono inaccettabili in un Paese democratico”. Per questo la nota chiede di “fermare le intrusioni”: “E se Beppe Grillo sul suo ‘blog’ proclama ‘Ora basta’, la stessa cosa ripetiamo anche noi: ‘Basta minacce, basta intimidazioni, basta intrusioni dei partiti nel mondo dell’informazione’. Se avesse davvero a cuore il futuro dell’informazione e del Servizio Pubblico, il Movimento Cinque Stelle chiederebbe l’urgente calendarizzazione di disegni di legge per liberare la Rai dal controllo dei partiti e dei governi. Ma poi, si sa, quasi tutti ricadono nel vizio di sempre…”.

L’interrogazione dei 5 stelle mette sotto accusa l’edizione serale del Tg1 del 22 agosto: “E’ andato in onda un servizio che clamorosamente distorce la realtà dei fatti, contravvenendo ai succitati principi. La questione tocca un argomento profondamente delicato: l’assassinio-esecuzione da parte dei jihadisti del giornalista statunitense James Foley e la guerra al terrorismo condotta dalle forze occidentali. Il mezzobusto Alberto Matano affermava: ‘E sull’atteggiamento da tenere con gli islamisti dell’Isis i Cinque Stelle sono di nuovo nella bufera. Grillo dice: ‘non è vero che dialoghiamo con i terroristi’, ma Di Battista insiste: ‘Foley è stato ucciso dall’imperialismo americano’. La dichiarazione di Matano è assolutamente falsa e non rispondente alla realtà dei fatti. Nel post menzionato Di Battista sviluppa un altro tipo di ragionamento secondo il quale violenza genera violenza e, anzi, definisce l’esecuzione ‘indecente, barbara, inaccettabile’. E’ evidente – aggiungono i deputati M5s nella loro interrogazione – l’assoluta discordanza tra quanto scritto da Di Battista e la ricostruzione di Alberto Matano secondo cui il deputato avrebbe detto che ‘Foley è stato ucciso dall’imperialismo americano'”.

Nel documento, poi, descrivono il pezzo di Claudia Mazzola come un servizio che “offre un resoconto falso che veicola al cittadino-telespettatore un concetto assolutamente distorto. La disinformazione di cui si è reso protagonista il Tg1 è di una gravità assoluta”, sostengono i deputati M5s. Un servizio che era già finito nel mirino del responsabile alla comunicazione del SenatoRocco Casalino, che sul blog di Grillo aveva scritto un post dal titolo “I servizietti del Tg1”. Attaccava il pezzo di Mazzola perché “dedica 15 secondi al videomessaggio di Beppe Grillo, riportando solo le parole rivolte a Renzi e oscurando completamente la parte importante del videomessaggio, quella in cui Grillo parla della crisi economica e dello stato drammatico del nostro Paese, temi evidentemente scomodi per la propaganda del governo e che è meglio tenere nascosti agli italiani”.

Quindi i firmatari dell”interrogazione chiedono al presidente della Rai Anna Maria Tarantola di prendere provvedimenti. “Si chiede di sapere: quali provvedimenti intenda assumere nei confronti del mezzobusto Alberto Matano e della giornalista Claudia Mazzola; se non ritenga opportuno sollevare dall’incarico il direttore del Tg1 Mario Orfeo, primo responsabile di una palese disinformazione, in evidente contrasto con i principi di imparzialità e oggettività dell’informazione, ricordati in premessa” E infine “quali azioni intenda assumere affinché venga garantita al cittadino una maggiore obiettività dell’informazione”. 

Una decisione che scatena le critiche delle parti politiche. Attacco da Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza. “Per gli esponenti del Movimento 5 stelle la commissione di Vigilanza è uno strumento di epurazione: prima dicevano di volerla chiudere, ora invece intendono usarla per cacciare i giornalisti che non gli piacciono. Uno strano modo di intendere il ruolo delle istituzioni parlamentari”. Lucio Malan, senatore di Forza Italiachiede le dimissioni del presidente della commissione e deputato M5S Fico: “Se i 5 stelle chiedono le dimissioni del direttore del Tg1 e di due suoi giornalisti per un servizio ineccepibile sulle macabre parole di Di Battista circa i disordini iracheni, noi chiediamo allora che Roberto Fico lasci la presidenza della commissione di Vigilanza Rai, poiché inidoneo a guidare un organismo che per sua natura dovrebbe invece essere preposto alla garanzia del servizio pubblico”. Il vicesegretario Udc Antonio De Poli, oltre a esprimere solidarietà nei confronti del direttore e dei due cronisti del Tg1, su Twitter scrive: “Il Movimento Cinque stelle come il Tribunale dell’Inquisizione. Con un clima di caccia alle streghe e con un linguaggio da Medioevo ‘chiede la testa’ dei giornalisti Matano, Mazzola e del direttore Orfeo. I grillini #sfascisti pronti con le #blacklist“.