Un appello ai No Tav perché “si uniscano ai Noa e ai gruppi di azione armata“. È questo il contenuto di una lettera anonima recapitata questa mattina alla redazione di Torino dell’agenzia Ansa. La missiva è senza firma ma cita una sigla – Nuclei operativi armati – già comparsa in un precedente documento. La lettera, indirizzata al capo redattore, è regolarmente affrancata, ed è stata spedita da Torino lunedì 11 agosto. Il documento, scritto al computer, ha un titolo che invita a una possibile alleanza “armata” con il movimento contrario all’alta velocità: “In Val di Susa il movimento ha fallito”.

“Come era prevedibile – è l’esordio della lettera – la lotta popolare contro il Tav in Val di Susa è stata portata alla sconfitta da una strategia politica completamente sbagliata. Avevamo avvertito i compagni leninisti che senza un’azione di forte rottura nei metodi, il sistema borghese avrebbe messo a tacere e represso il Movimento”. Gli autori del documento scrivono di avere avuto lo scorso marzo un incontro con i “presunti leader del Movimento No Tav”, ai quali avrebbero spiegato come la loro contatta abbia “distrutto la partecipazione popolare e demotivato i gruppi di azione presenti sul territorio, pronti al salto di qualità nella lotta”. “Avevamo ragione, come dimostrano i fatti degli ultimi mesi”. Critiche anche verso i “borghesucci di Askatasuna“, il grande centro sociale torinese che da anni opera in sintonia con i No Tav.

Riferimenti anche al governo di Matteo Renzi, “ancora più insidioso dei governi tecnocratici e di Berlusconi” perché sostenuto “dalla stampa filo-sionista che ne gonfia il consenso”. “Contro lo Stato borghese e reazionario – si legge nel documento – non si utilizzano denunce, tribunali e avvocati, per battere e ridurre al silenzio i nemici, si pratica la lotta armata“. La Lettera anonima sottolinea poi gli “addestramenti strategici e operativi” portati avanti dal gruppo, ora “pronto a colpire i responsabili”. Secondo il documento siglato dai Nuclei operativi armati, “basterà assestare il primo colpo e il sistema comincerà a scricchiolare. Sarà un settembre di lotta e di fuoco”, conclude la lettera. 

Sulla lettera anonima, il responsabile sicurezza del Pd, Emanuele Fiano si dice contrario ad una “deriva violenta di pochi nostalgici del terrorismo“. “Non conosciamo chi si nasconde dietro la sigla che firma il documento e che promette la chiamata alle armi dei delusi del movimento No Tav”, aggiunge Fiano, sottolineando che gli autori del messaggio “troveranno di fronte a sé un panorama politico e un governo pronti a contrastare qualsiasi deriva violenta e antidemocratica“. “Siamo certi che le forze dell’ordine e gli inquirenti – conclude il responsabile sicurezza del Pd – sapranno individuare e prevenire ogni rigurgito di terrorismo”. La procura di Torino aprirà un fascicolo di indagine; fra i reati che potrebbero essere ipotizzati figura l’istigazione a delinquere.