E’ stato respinto il ricorso dei genitori biologici dei gemelli nati dopo lo scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma. I bambini, dunque, resteranno con la coppia che ha portato avanti gestazione e parto. I bambini sono nati il 3 agosto scorso all’Ospedale San Salvatore de L’Aquila. I genitori hanno depositato al giudice l’atto di nascita, che ha conseguentemente respinto la richiesta urgente della coppia di genitori biologici – che rivendicano lo status di “veri genitori” – per bloccare le pratiche di iscrizione all’anagrafe. La nascita dei gemelli era prevista per il 12 agosto, ma il parto anticipato ha reso inutile il tentativo di fermare ogni registrazione di maternità e paternità fino al pronunciamento del tribunale (come chiedevano i genitori biologici). In questo senso, la presentazione all’udienza di oggi al Tribunale a Roma del certificato di nascita da parte dell’avvocato della donna che ha partorito (dimessa regolarmente dall’ospedale dopo due giorni), è stato un colpo di scena perché ha ha reso evidente che non si può più bloccare qualcosa che è già accaduto. Ad annunciare il parto è stata la donna dalle colonne de La Stampa: “Ora nessuno può più toglierceli“, ha detto. L’avvenuta registrazione, certificata oggi direttamente in aula, che consente tra l’altro ai genitori biologici di conoscere il luogo in cui si trovano i bambini.

“Abbiamo bisogno di serenità”
Il parto dei gemelli era previsto intorno al 12 agosto, è avvenuto con taglio cesareo in un’altra regione, dove la coppia rimarrà ancora qualche settimana. “Abbiamo bisogno di serenità – hanno dichiarato – abbiamo già sofferto molto in questi mesi, per noi è finalmente arrivato il tempo di essere una famiglia”. Ma quella provata, rimane comunque “una gioia a metà”, dovuta alla “preoccupazione e l’amarezza per come andrà a finire questa storia”, racconta un amico di famiglia. Poi la coppia rivolge un pensiero ai genitori biologici: “Ci rendiamo conto della loro sofferenza e questo ci fa male, ma noi eravamo stati disponibili a incontrarli. Invece non ci hanno neppure risposto”. Anche loro commentano la nascita: “C’è gioia per il fatto che stanno bene ma c’è dispiacere perché non li possiamo abbracciare“.

Giudice rinvia decisione su ricorso dei genitori biologici
Sul fronte legale, il giudice del tribunale civile di Roma, Silvia Albano, si è riservata di decidere sull’ammissibilità del ricorso presentato dalla coppia di genitori biologici. Con il quale la coppia chiedeva di bloccare l’iscrizione all’anagrafe dei gemelli. Uscendo dal tribunale, l’avvocato della coppia che ha dato alla luce i bambini, Michele Ambrosini, ha detto che è ipotizzabile una decisione del giudice “entro 48 ore”. Nel corso dell’udienza, durata circa un’ora, le due parti hanno sostanzialmente confermato le linee annunciate nei giorni scorsi. L’avvocato Nicolò Paoletti, difensore dei genitori biologici, davanti al giudice ha puntato sul fattore “Dna”. In sostanza i due bambini hanno il codice genetico della coppia da lui difesa e quindi ha auspicato una decisione che tuteli questo aspetto. Mentre l’avvocato Ambrosini, legale dei genitori che hanno partorito, ha ribadito, citando una serie di sentenze, che i figli sono della madre che li partorisce.

Alla base dell’errore lo scambio tra degli embrioni, avvenuto tra le due coppie e confermato dal Dna. L’errore sarebbe stato generato da una distrazione umana. Cinque lettere su sette dei cognomi delle due donne sono infatti uguali.