Sayeeda Warsi, il sottosegretario degli esteri si è dimessa stamattina dal suo incarico. “Non posso più supportare la politica del governo su Gaza”, ha scritto su Twitter alle 10.10 italiane, “con grande dispiacere, ho consegnato le mie dimissioni al primo ministro”. Baronessa, membro della Camera dei Lord dal 2007, ex co-presidente del Partito conservatore, Sayeeda Warsi è stata la prima donna di religione musulmana membro di governo in Gran Bretagna.

“Lunedì, il portavoce di David Cameron si era rifiutato di dire se il comportamento di Israele fosse sproporzionato, o se effettivamente stesse facendo quanto necessario per salvare i civili” scrive il Guardian a pochi minuti dalla notizia delle dimissioni. “Si sapeva che non era contenta della politica del primo ministro”,  continua il giornale inglese, e il 24 luglio aveva espresso le sue critiche con un altro messaggio su twitter: “le persone dovrebbero smettere di giustificare il massacro dei bambini. A prescindere dalla politica non ci può essere nessuna giustificazione, solo rammarico”. 

Le differenze d’opinione con il numero 10 di Downing Street non sono nuove: nel ‘rimpasto‘ di governo del 2012 David Cameron l’aveva rimossa dal vertice del partito conservatore, per collocarla al ministero degli esteri. I rapporti da allora non si sono mai ricuciti e, come sottolinea il giornale inglese, questo potrebbe giocare a sfavore dei ‘Tory’ nelle prossime elezioni:  “Warsi teneva un diario, e si teme che lo pubblicherà per tentare di raccontare della cricca di Cameron”. Le sue dimissioni potrebbero rivelare anche “discordie interne al partito conservatore per quanto riguarda la politica di Israele”.

Nella lettera di dimissioni, che ha pubblicato in un altro messaggio su Twitter, poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni, Lady Warsi scrive: “Come sottosegretario con responsabilità nei confronti dell’Onu, della Corte Penale Internazionale, penso che il nostro approccio nei confronti della politica di Israele non sia coerente con i nostri valori, e specialmente con il nostro storico supporto alla Giustizia Internazionale”. Entra poi nello specifico, accusando duramente l’incompetenza degli altri uomini del governo Cameron: “la mancanza di esperienza di Ken Clarke e Dominic Grieve è diventata ovvia nelle scorse settimane”. Rassicura poi il primo ministro che continuerà a supportare il suo operato come leader del partito conservatore nel momento in cui lui “continuerà ad assicurare che il partito si evolva per affrontare le sfide della nuova Gran Bretagna”