A porte chiuse le proteste, in piazza la difesa del leader. Che oggi più che mai torna ad essere forte e può dare “una svolta berlusconiana” alle riforme. “La grazia è il naturale epilogo di un lungo calvario giudiziario”. A difendere Silvio Berlusconi il giorno dopo la sentenza di assoluzione in appello per il processo Ruby è Anna Cinzia Bonfrisco. La stessa senatrice Bonfrisco che pochi giorni fa ha dissentito con il presidente di Forza Italia su alcuni punti della riforma del Senato e che da settimane si schiera con i dissidenti che minacciano di non votare in linea con il Patto del Nazareno. Oggi è un altro giorno e nessuno vuole mettere in discussione la compattezza del partito. Bonfrisco, intervistata da ilfattoquotidiano.it, sembra sollevata e si allinea al capogruppo Renato Brunetta nel chiedere la grazia per B. e “una commissione d’inchiesta per far luce sui fatti del 2011”. Il tempo è maturo “per una pacificazione” e per fare le riforme “che ora saranno per forza più berlusconiane e meno renziane”. Perché Bonfrisco, il Senato non elettivo non riesce proprio a digerirlo.

Senatrice, Berlusconi è stato assolto da tutte le accuse. Adesso cosa cambia in Parlemento?
Questa legislatura dovrà per forza consegnare al Paese una pacificazione utile per trasformarsi in legislatura costituente. Per farlo bene occorre riuscire a guardare, oltre la crisi economica, quale tipo di Paese e di società emergerà dalla potente ristrutturazione dell’economia in atto prodotta dalla crisi e la necessaria modernizzazione delle istituzioni per rafforzarne la funzionalità. Se il Paese funziona potremo salvarci, se il Paese resta bloccato nei suoi meccanismi, come quello della giustizia inefficiente o, peggio, della giustizia politica, allora il paese perde. La pacificazione, come il patto del Nazareno, serve agli italiani, non a Berlusconi.

Brunetta chiede una commissione d’inchiesta sul “golpe” del 2011 (la sostituzione di B. con Monti). Vi batterete per la grazia?
La grazia è il naturale epilogo di un lungo calvario giudiziario che ha condizionato a tal punto la vita politica italiana da determinare gli esiti elettorali, come avvenne nel ’96, o preparare le condizioni per la resa di Berlusconi, come è avvenuto tra il 2010 e il 2011 fino alla nascita del governo tecnico di Monti. Quella è stata una delle pagine più drammatiche della nostra democrazia. Ricordo come la commissione bilancio del Senato, nel valutare la manovra d’emergenza del governo Berlusconi, subisse i pesanti condizionamenti dai rappresentanti della troika, giunti a Roma per indurci a sostenere il futuro governo tecnico. Loro sapevano bene che non avremmo mai votato quella riforma delle pensioni che la famosa lettera di qualche mese prima pretendeva dall’Italia. Ricordo il fiero diniego della Lega e di Forza Italia alla svendita degli italiani. Arrivò poi la Fornero per farlo. Chi ha paura della verità che potrebbe emergere dalla commissione d’inchiesta che giustamente chiediamo? Quei leader, o presunti tali, che sono arrivati al governo non perché eletti dal popolo bensì frutto di manovre di palazzo, o, peggio, di partito, anche se mascherate da primarie, come anche Renzi.

Presto si voterà il ddl Boschi. Berlusconi “l’ha mandata a quel paese” per la sua opposizione. Cosa succederà adesso?
Le ricostruzioni giornalistiche inducono talvolta ad eccessi di personalizzazioni colorite. Io analizzo il dato politico importante che oggi il nostro presidente è liberato da una comprensibile ossessione, può tornare a svolgere con serenità il suo ruolo di nostro leader e discutere con noi del merito di una riforma che non sarà più a senso unico, cioè solo “renziana” ma più “berlusconiana” come tanti di noi hanno chiesto nelle riunioni di gruppo. Adesso si può discutere di contenuti e io trovo un’inquietante continuità nella proposta Renzi, che abolisce il voto degli italiani per il Senato, con quelle tecniche di ‘colpo di stato’ che hanno prodotto gli ultimi tre governi del Paese. La serenità ritrovata consentirà a Silvio Berlusconi di interpretare una richiesta che sale tra le sue fila e tra i suoi storici alleati come la Lega e Fratelli d’Italia: un grande patrimonio politico che Berlusconi deve continuare a guidare. D’altra parte lo stesso Renzi si dice disponibile a modificare quella legge elettorale parte fondamentale del patto del Nazareno.

A causa delle vostre posizioni, qualcuno ha evocato la commissione dei probiviri. Continuerete ad opporvi?
Posso rispettosamente sorridere davanti a questa domanda? Nel nostro dna culturale e politico c’è il libero confronto che anima il pensiero liberale. Anche solo la definizione di “dissenso” appartiene ai fondamentali del socialismo reale e i processi disciplinari. Io non mi sento una ‘dissidente’ di sovietica memoria. Continuo ad essere “completamente berlusconiana” e mai mi sono mai sentita “diversamente berlusconiana”. Nel confronto interno e nel confronto parlamentare si qualifica la posizione politica e della coscienza di chi vive, come me, lo stringente vincolo morale di mandato con Silvio Berlusconi e con gli elettori di Forza Italia.

Cosa chiede di modificare dell’attuale proposta di riforma?
Presidente della Repubblica eletto dagli italiani. Senato eletto o, altrimenti, meglio la sua abolizione. Regole per i referendum e per le leggi d iniziativa popolare che avvicinino gli italiani e non li allontanino dalla vita delle istituzioni. Riduzione del numero dei deputati in linea con quella di Palazzo Madama.

Maroni ha detto: “Ora Berlusconi può aprire una nuova fase del centrodestra”. È il momento di pensare alle successione?
Per me prima ci vuole la pacificazione frutto della verità storica. La Lega ci aiuti ad ottenere la Commissione d’inchiesta sui fatti che hanno minato le fondamenta del centro destra. Il futuro si costruisce sulla verità della grandezza della figura politica di Silvio Berlusconi.

E se Berlusconi vi chiedesse di sostenere il governo Renzi, lo seguireste?
Io credo che il presidente Berlusconi sia più interessato a riconquistare quel 60 per cento di italiani che non ama Renzi e le sue improbabili promesse.

Twitter: GiuseppeFalci