Fervono i lavori a Buenos Aires per trovare una soluzione che eviti un nuovo default argentino. La presidenta Cristina Fernandez de Kirchner ha incontrato i suoi consiglieri economici per valutare le opzioni disponibili, in vista dell’avvio delle trattative nei prossimi giorni con i fondi speculativi che non hanno accettato la proposta di concambio tra vecchi e nuovi titoli argentini e hanno vinto la causa a New York per ottenere il rimborso dei bond andati in default. Ma c’è anche la scadenza del 30 giugno per il pagamento degli altri creditori.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa argentina, la soluzione a cui si starebbe lavorando è quella di offrire ai fondi un anticipo di 300-400 milioni di dollari e pagare poi il resto in bond a partire dal prossimo anno, quando scadrà la clausola che vieta all’Argentina di avanzare volontariamente un’offerta migliore a coloro che non hanno accettato il concambio sui vecchi bond andati in default nel 2001 a scapito di chi lo ha invece fatto.

Nelle prossime ore legali e funzionari di Buenos Aires, incluso probabilmente anche il ministro dell’economia Alex Kiciloof, arriveranno a New York per iniziare a trattare con il giudice Thomas Griesa e gli hedge fund. La soluzione allo studio consente all’Argentina di mettersi al riparo da eventuali nuove richieste: se pagasse infatti subito per intero gli hedge fund, si innescherebbe un meccanismo che farebbe lievitare le richieste di rimborso a Buenos Aires fino a 15 miliardi di dollari, ovvero più della metà delle riserve in valuta estera della banca centrale Argentina.

Buenos Aires punta così a evitare che scatti la clausola Rufo (Rights Upon Future Offers), che consente ai titolari di bond di chiedere rimborsi maggiori nel caso in cui l’Argentina migliori l’offerta a chi non ha accettato lo scambio tra vecchi e nuovi titoli. La clausola scade in dicembre: per questo l’aspirazione del governo argentino è di appellarsi alla buona volontà di Griesa e degli hedge fund con la proposta di un anticipo. Una delle possibilità è il raggiungimento di un accordo da annunciare a gennaio. Ma dipenderà da Griesa, la cui sentenza è stata convalidata dalla Corte Suprema americana. Griesa ha stabilito che l’Argentina deve pagare 1,3 miliardi di dollari agli hedge fund e deve farlo per poter procedere al pagamento dei bond a chi ha accettato il concambio. Pagamento in calendario il 30 giugno e senza il quale ci potrebbe essere un default tecnico.