Riduzione della pena da cinque a tre anni per Amedeo Matacena, l’ex parlamentare di Forza Italia – latitante a Dubai – che era stato condannato a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. A deciderlo è stata la Prima sezione penale della Cassazione, che ha accolto parte del ricorso presentato dalla difesa di Matacena, consapevole del fatto che il reato sia stato commesso quando la legge era più favorevole. Nel caso Matacena è stato coinvolto anche l’ex ministro Claudio Scajola, arrestato dalla Direzione antimafia di Reggio Calabria con l’accusa di volere aiutare l’ex deputato, già latitante, a fuggire in Libano dopo la condanna

“Sono veramente deluso, mi aspettavo la prescrizione che, come hanno spiegato i miei legali, scattava nel 2013″, ha commentato Amedeo Matacena all’Ansa. “Ho la sensazione – ha aggiunto – che i miei legali abbiano paura di contattarmi perché temono di essere indagati a loro volta. Li chiamo, invio loro delle mail – spiega l’ex deputato – e non mi rispondono. Non so cos’altro pensare. È una paura, una tensione che lede il diritto di difesa. Anche sulla vicenda del mio ritorno non ho alcuna notizia. Non credo ci sia niente di male a chiedere un appuntamento con chi può decidere”.

Matacena non dovrebbe beneficiare né di indulto né di altri benefici perché si tratta di un reato per il quale non sono contemplati. I suoi legali hanno presentato ricorso straordinario in Cassazione per chiedere la correzione degli “errori” della sentenza della Suprema Corte con cui era stata resa definitiva la condanna a cinque anni di reclusione per concorso esterno e sostenevano che la prescrizione del reato a lui contestato era già intervenuta al momento della pronuncia definitiva di piazza Cavour.

L’ex parlamentare era stato condannato dalla Corte d’assise di Reggio Calabria il 13 marzo 2001. Il verdetto era stato poi annullato, il 12 febbraio 2003, dalla Corte d’assise d’appello che aveva preso atto che la Corte costituzionale aveva risolto un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato in favore di Matacena. Successivamente  era stato assolto, in primo grado, il 16 marzo 2006. Assoluzione confermata in appello l’11 maggio 2010. La Cassazione, successivamente, ha però annullato la sentenza con rinvio ad altra corte.

La Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria quindi, il 18 luglio 2012, ha riformato la sentenza di primo grado condannando Matacena. Condanna resa definitiva dalla Cassazione nel giugno 2013. I legali di Matacena in Cassazione hanno invece sostenuto che la prescrizione era già scattata il 23 aprile 2013. La difesa ha inoltre contestato il fatto che a Matacena sia stata inflitta una pena più grave in base ad una legge intervenuta successivamente. E su questo punto c’è stato accogliemnto del ricorso. Da qua lo sconto di pena di due anni a Matacena.