Al liceo la seconda prova della maturità 2014, con la versione di greco al classico, matematica allo scientifico e lingua straniera al linguistico. Ma anche in terza media domani è il giorno di un test temutissimo: circa 600mila studenti in tutta Italia saranno impegnati con la prova Invalsi. E per loro non sarà un semplice quiz anonimo da prendere sotto gamba: i test somministrati nelle terze classi della scuola secondaria, infatti, sono gli unici ad essere valutati. Faranno media nel voto dell’esame che conclude il primo ciclo di istruzione. E per questo sono ancora più odiati e contestati. I compagni più piccoli, delle altre classi delle scuole medie o delle elementari, hanno già affrontato Invalsi lo scorso mese, a maggio.

Anna Maria Ajello, neo presidente dell’Istituto, aveva anche pubblicato sul sito del Ministero una lettera aperta: un invito ai docenti a “collaborare” al regolare svolgimento di un test che fin qui è sempre stato inviso alle scuole perché non percepito come efficace strumento di valutazione. Ma domani, in terza, si fa sul serio: dal 2009 Invalsi fa parte dell’esame di licenza media, insieme alle prove scritte di italiano, matematica e lingue straniere (già svolte secondo i calendari autonomi delle scuole). Il test, l’unica prova identica su tutto il territorio nazionale, sarà diviso in due parti: la prima, sulla lingua italiana, prevede domande di analisi di alcuni testi forniti, e poi di grammatica; la seconda parte, invece, è di matematica, con quesiti (sia a risposta multipla che aperta) di algebra, geometria, funzioni e statistica. I candidati avranno a disposizione 75 minuti per ciascuna materia e potranno contare solo sulle proprie forze: niente cellulari, ovviamente, e neppure calcolatrici e dizionari.

Il Ministero ha predisposto anche un rigido piano “anti-copiatura”: le scuole hanno nominato una coppia di “docenti-vigilanti” per ogni classe, e nessuno, oltre a loro e al presidente di commissione, potrà essere presente in aula. E le domande delle prove, uguali per tutti, saranno ordinate in cinque versioni differenti. Questo accorgimento, insieme alla disposizione spaiata dei banchi, dovrebbe ridurre al minimo il passaggio delle risposte fra gli studenti. Il voto massimo che ciascun candidato potrà ottenere sarà di dieci decimi. E farà media aritmetica con i giudizi delle altre prove e con quello di ammissione, per determinare il voto finale dell’esame (che sarà comunque un numero intero, dunque approssimato per eccesso o per difetto).

In passato, soprattutto al primo impatto nel 2010, Invalsi aveva determinato un generale abbassamento delle valutazioni, con i test criticati per la loro difficoltà. Il trend è leggermente migliorato negli ultimi anni, ma la prova continua a far paura. Paradossalmente soprattutto agli studenti più bravi: per loro uno “scivolone” al quiz (che viene considerato dai più “un terno a lotto”) significherebbe rinunciare ad un voto alto, magari alla lode, visto che la prova incide per circa il 15% sul giudizio finale.

Sul web – da Twitter a Facebook, passando per i forum specializzati – non mancano commenti di disappunto e di tensione: “Alcuni quesiti di matematica sono davvero impossibili, uno non riusciva a farlo neanche la nostra prof!”. E ancora: “Domani Invalsi, posso dire addio al mio dieci”. Ma la vigilia è fatta soprattutto di studio, con gli studenti che si esercitano in maniera febbrile sui test distribuiti negli scorsi anni. Qualcuno ha provato anche a fare il furbo: domenica il personale di Invalsi ha accertato un tentativo di violazione del sistema che prepara e distribuisce i quiz. Gli hacker probabilmente volevano impadronirsi delle domande, ma l’intrusione è stata sventata e il Ministero è riuscito a garantire la regolarità di svolgimento dell’esame di domani. Al termine della prova seguirà immediatamente la correzione, che sarà effettuata dalle sottocommissioni sulla base di un’apposita griglia predisposta dall’Istituto e resa pubblica sul sito ufficiale (e degli Uffici regionali) a partire dalle ore 12. Almeno, dunque, non ci saranno attese snervanti per conoscere l’esito del test. Che comunque, da solo, non potrà determinare la bocciatura, anche in caso di insufficienza. Piccole consolazioni per i 600mila studenti alle prese con Invalsi.

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