“I giornali chiudono e pure L’Unità. Ottima notizia”. Beppe Grillo sul suo blog commenta così la liquidazione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci con un articolo e una campagna su Twitter (#unitastaiserena). Secondo il leader del Movimento 5 stelle è solo la prima di tante vittime del mondo editoriale italiano. “Il nuovo vento della rete”, si legge nel post, “e della fine, lenta ma implacabile, dell’editoria assistita sta producendo i suoi effetti: la scomparsa dei giornali. Un’ottima notizia per un Paese semilibero per la libertà di informazione come l’Italia. Meno giornali significa infatti più informazione”. Grillo definisce poi “bacio della morte” le intenzioni di Matteo Renzi di rilanciarne il “brand”. Non è la prima volta che L’Unità finisce sul blog M5S, come quotidiano accusato di essere “fazioso nei confronti del Movimento”. Un attacco che ha scatenato subito le reazioni dei parlamentari del Partito democratico: “”#iostoconlunità”, ha scritto su Twitter il deputato Stefano Fassina, “per la libertà di informazione. Il milionario Grillo rispetti lavoratori e lavoratrici da mesi senza stipendio”.

Attualmente è molto incerto il futuro per il quotidiano e per i suoi lavoratori. Un tema delicato anche per il presidente del Consiglio e i democratici. Nell’ultima lettera del comitato di redazione, annunciando l’ennesimo sciopero, i dipendenti chiedevano esplicitamente al partito di prendere posizione. “Licenziamenti – prosegue il post del blog del leader del Movimento 5 stelle – sono in corso un po’ ovunque da tempo, ma il caso più drammatico è quello dell’Unità che ha ormai solo appassionati lettori (forse collezionisti), 20.200 copie vendute nel mese di maggio. I 57 giornalisti hanno preso l’ultimo stipendio ad aprile e hanno terminato in questi giorni i due anni di solidarietà. Un augurio per una nuova occupazione va a loro e in particolare alle colonne portanti Oppo e Jop. L’Unità è stata messa in liquidità”. Il leader cita con sarcasmo le due firme del quotidiano che in passato sono state protagoniste della rubrica quotidiana: “Il giornalista del giorno”, proprio sul blog del Movimento.

“C’è però – prosegue ironico il post – una buona notizia per i trinariciuti, Renzi ha dichiarato ‘Dobbiamo tutelare un brand, abbiamo bisogno di ripartire…’. Non ha detto però con quali soldi. Insomma ‘Unitàstaiserena‘, il bacio della morte. Il direttore del giornale ha precisato su Renzi ‘Mai parlato con lui, i nostri rapporti sono molto british’. Finora l’Unità aveva avuto con il governo di turno un approccio diverso, molto più pragmatico, del tipo ‘caccia la grana’. Si prende atto che oggi sia diventato british e meno attento ai finanziamenti pubblici pagati dalle tasse dei cittadini. #Unitàstaiserena”.

L’articolo è stato duramente condannato dai parlamentari del Partito democratico che hanno visto nelle parole del leader un attacco ai lavoratori. “Definire una buona notizia il rischio di chiusura de l’Unità”, ha commentato Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia, “fa venire i brividi. L’Unità venne chiusa anche dal fascismo e quel regime salutò quella sopraffazione come una buona notizia. Grillo dovrebbe chiedere scusa: per quello che ha rappresentato e rappresenta questo giornale per la democrazia italiana. E dovrebbe chiedere scusa ai lavoratori di quel giornale che si battono per il futuro della testata”. Solidarietà anche da Rosy Bindi: “Non è la prima volta che l’Unità è presa di mira con un linguaggio violento e inaccettabile. Il disprezzo per libera stampa, la buona informazione e il pluralismo delle idee fa male alla democrazia. Ai giornalisti e ai lavoratori dell’Unità tutta la mia solidarietà e vicinanza”.