Via libera ufficiale alla nascita di Fiat Chrysler Automobiles. Il consiglio di amministrazione di Fiat, riunito domenica 15 giugno, ha approvato formalmente il progetto di fusione che sfocerà nella nascita della holding Fca, con sede in legale ad Amsterdam e fiscale a Londra, a cui faranno capo tutte le attività del gruppo guidato da Sergio MarchionneL’approvazione – spiega la nota di Fiat – è un ulteriore passo nel piano di riorganizzazione annunciato il 29 gennaio, dopo l’acquisto da parte di Fiat dell’intero pacchetto azionario del gruppo Chrysler. Il riassetto passerà attraverso il trasferimento di Fiat North America sotto Fiat spa, in modo da permettere alla attuale capogruppo di controllare direttamente la compagnia di Detroit. In seguito Fiat sarà fusa nella società di diritto olandese Fiat Investments. Infine, questa nuova Fiat olandese si fonderà con Chrysler. Integrazione che dovrebbe essere completata entro fine anno, previa approvazione da parte degli azionisti. Un’assemblea straordinaria – l’ultima che si terrà al Lingotto – verrà convocata quasi certamente entro luglio. La data precisa si saprà la prossima settimana.

Doppia quotazione e “voto speciale” per favorire azionariato di lungo di periodo – In base al progetto di fusione, gli azionisti di Fiat riceveranno un’azione ordinaria Fca per ciascuna azione ordinaria Fiat. I titoli Fca, come era già noto, saranno quotati sia sul New York Stock Exchange sia a Piazza Affari. Fca adotterà anche un meccanismo di voto speciale, che dovrebbe favorire e premiare l’investimento di lungo periodo: i soci che partecipano alla fusione – come dire la Exor della famiglia Agnelli – e i nuovi azionisti che deterranno azioni Fca continuativamente per tre anni potranno esercitare due voti per ogni azione. Gli attuali azionisti di Fiat avranno in portafoglio, dopo la fusione, un percentuale di azioni ordinarie Fca “essenzialmente uguale” a quella delle azioni ordinarie Fiat detenute prima (fatto salvo l’esercizio di diritti di recesso).

Assemblea straordinaria entro l’estate – Il progetto sarà sottoposto all’approvazione degli azionisti in un’assemblea straordinaria che si terrà – per l’ultima volta in Italia – “nel terzo trimestre del 2014”. Marchionne ha detto che la data sarà resa nota la prossima settimana, ma molto probabilmente la convocazione avverrà entro fine luglio. Prima il gruppo deve portare a termine altri step societari e regolamentari, come la registrazione presso la U.S. Securities and Exchange Commission (l’equivalente della Consob italiana). Un prospetto statunitense e un documento informativo italiano saranno resi disponibili agli azionisti prima della votazione.

Tra le condizioni un “tetto” all’esborso per gli azionisti che eserciteranno recesso – L’operazione sarà soggetta a un numero limitato di condizioni, tra cui l’ammissione delle azioni Fca a quotazione al NYSE e un tetto massimo di 500 milioni di euro per l’esborso legato all’eventuale esercizio del diritto di recesso da parte di azionisti di Fiat e dei diritti di opposizione da parte dei creditori. 

Decisa anche emissione di bond fino a 4 miliardi – Il cda di domenica ha deliberato anche l’emissione, entro il 31 dicembre 2015, di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo fino a 4 miliardi di euro, riservato agli investitori istituzionali. Serviranno “nell’ottica della gestione del debito consolidato del gruppo”, per sostituire alcune delle emissioni più datate che verranno a scadenza di qui alla fine dell’anno prossimo.

Gros Pietro lascia il cda, entra Earle (ex Goldman Sachs) – Intanto Gian Maria Gros Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, ha presentato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione di Fiat a partire dal 23 giugno. Le dimissioni sono dovute alla prossima entrata in vigore della “Capital Requirements Directive IV” che limita il numero delle posizioni in organi amministrativi di altre società che possono essere ricoperte da membri di organi di gestione di gruppi bancari. Il consiglio di amministrazione (con efficacia a partire dal 23 giugno) ha anche cooptato Glenn Earle e lo ha nominato amministratore della società, ex chief operating officer di Goldman Sachs.