Barbara Spinelli, capolista nell’Italia meridionale de L’Altra Europa con Tsipras, potrebbe cambiare idea. La figlia di quell’Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Unione, intervistata dal quotidiano ellenico Avghì, vicino alle istanze di Syriza, solleva dubbi sul passo indietro che aveva annunciato durante la campagna elettorale, quando in comizi e interviste ripeteva che la sua era una candidatura “di traino”, assieme a quella di Moni Ovadia (scatterà al suo posto il giornalista Curzio Maltese), e che una volta eletta si sarebbe fatta da parte per favorire il secondo della lista. “Non ho ancora deciso, sto avendo molte pressioni dai miei elettori – risponde la Spinelli alla domanda del giornalista Argiris Panagopulos -. Ho ancora delle riserve . La verità è che daremo la nostra battaglia a tutti i livelli con Alexis Tsipras e con la sinistra europea”.

Insomma, la certezza di ieri si sta trasformando progressivamente in un’inversione di rotta. Pare infatti che molti gruppi parlamentari non italiani abbiano avanzato delle proposte concrete alla Spinelli, anche in riferimento a un ruolo di prestigio nel prossimo europarlamento, e c’è chi non esclude anche in altri ambiti. Troppo forte il richiamo del suo cognome, a quell’Altiero anima del Manifesto di Ventotene e il cui nome troneggia all’ingresso dell’emiciclo di Bruxelles. E così dall’assemblea dei circa settanta candidati della lista riuniti a Roma si è sollevata una certa preoccupazione per l’evoluzione della cosa.

Una settimana fa la L’Altra Europa era riuscita a superare tutti gli ostacoli iniziali eleggendo tre eurodeputati. Sul punto la Spinelli ha ribadito dalle colonne del quotidiano greco i propositi del movimento: dura lotta contro l’austerità, creazione di una sinistra forte, radicale e democratica in Italia; pungolo verso Renzi e Grillo affinché si cambi il panorama politico. E certificando la crisi della socialdemocrazia europea, anche perché in Italia, dice, “c’è una parte coinvolta nel gruppo socialista che non si può descrivere esattamente come un partito di sinistra”. E ancora, “la grande novità delle elezioni europee è stata quella di rafforzare la componente della sinistra radicale: l’unico gruppo che ha registrato un aumento, se si escludono le formazioni che sono contro l’euro, l’estrema destra e il neo- fascismo”.

Su Renzi osserva che le ha ricordato la prima vittoria di Blair in Gran Bretagna, “inghiottendo le destre e divorando gli slogan neoliberisti di Margaret Thatcher”. Poi lo etichetta come populista, anche se “non si sgonfierà presto”, dal momento, sottolinea, che “una gran parte dell’elettorato è alla disperata ricerca dell’uomo della Divina Provvidenza e piuttosto che andare in strada per protestare e combattere, molti si rassegnano all’idea di deporre le loro speranze in coloro che raccontano storielle”.

Al termine dell’intervista Argiris Panagopoulos, a sua volta candidato nella lista l’Altra Europa con Tsipras, le chiede se farà o mano il passo indietro, così come aveva promesso in campagna elettorale e la Spinelli replica testualmente: “Non ho ancora deciso, sto avendo molte pressioni dai miei elettori. Ho ancora delle riserve . La verità è che daremo la nostra battaglia a tutti i livelli con Alexis Tsipras e con la sinistra europea”.

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