Maltauro per ora non perde nessuno dei suoi appalti legati a Expo. Nei cantieri resta tutto come prima. Nessuna conseguenza per gli affari del costruttore vicentino dopo il suo arresto e quello dei membri della presunta cupola che per la procura di Milano era in grado di pilotare l’assegnazione dei lavori sul sito dell’esposizione universale. Escludere la società di Enrico Maltauro senza che ci sia un provvedimento del governo per accelerare l’esecuzione delle opere porterebbe ulteriori ritardi. E metterebbe così a rischio il già difficile obiettivo di arrivare pronti all’appuntamento del 2015.

E’ questa la sostanza di quanto detto dal commissario unico di Expo Giuseppe Sala. Parole, le sue, che non assecondano quelle di una settimana fa del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che aveva auspicato la revoca degli appalti di Maltauro sulla base del Protocollo di legalità sottoscritto da tutte le aziende al lavoro per Expo. “Oggi, io non posso prendere la società Maltauro e dire: ‘sei fuori’ – ha spiegato Sala -. Ho bisogno di un atto che mi legittimi a farlo. Non si possono fermare i lavori che Maltauro sta eseguendo in rete con altre aziende, occorre capire come salvaguardare l’operatività per arrivare alla fine dei lavori”.

La società, dunque, per il momento andrà avanti con i lavori che si è aggiudicata, ovvero la realizzazione delle architetture di servizio e la costruzione del tratto sud delle Vie d’acqua, quello che ha già subito prima uno stop per le proteste dei No Canal e di altri comitati e dopo una revisione del progetto. Secondo Sala, per escludere Maltauro, serve prima che il governo approvi il decreto legge dedicato all’esposizione che potrebbe essere discusso in consiglio dei ministri settimana prossima.

Il decreto dovrebbe contenere alcune norme per velocizzare i lavori in preparazione all’Expo e l’affidamento di nuovi poteri di controllo a Raffaele Cantone, attuale presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione. Prima di prendere una decisione finale sul caso Maltauro, “mi consulterò con Cantone. Io sono disponibile a fare tutto ma ogni aiuto per me è prezioso. Ben venga, quindi Cantone, ma serve una copertura normativa”, ha precisato Sala, che oggi ha anche rivelato come sui registri degli uffici di Expo a Molino Dorino, vicino al sito espositivo, sia stato segnato almeno un ingresso di Primo Greganti, l’ex esponente del Pci finito in carcere nel periodo di Tangentopoli e oggi di nuovo agli arresti con l’accusa di avere fatto parte della cupola in affari sull’esposizione e sulla sanità lombarda.

La questione degli appalti di Maltauro non è l’unica a rimanere aperta. E’ infatti ancora irrisolto il nodo dei 60 milioni di euro per Expo che il governo si è impegnato a garantire al posto della provincia di Milano, senza che però dall’esecutivo sia ancora arrivato alcun provvedimento ufficiale. E rimangono al palo anche i 130 milioni chiesti a Roma dal comune di Milano per la ‘riorganizzazione’ della città in vista dei 20 milioni di visitatori attesi, che rendono necessari, tra l’altro, interventi sulla mobilità e sulla sicurezza. Percorso a ostacoli anche quello relativo all’ultimazione dei lavori sul sito a cavallo tra Milano e Rho, dove la rimozione delle interferenze, secondo le comunicazioni ufficiali, è all’83%, mentre la realizzazione della piastra è al 49%, lo stato di avanzamento dei lavori della Cascina Triulza è al 15%, quello della Passerella Expo-Fiera all’11% ed è stato da poco avviato il cantiere della Passerella Expo-Cascina Merlata.

In forte ritardo anche le infrastrutture esterne al sito. Resta da capire quale sarà e se ci sarà il finanziamento di alcune opere, tra cui la Rho-Monza, per la quale i due lotti in carico alla Serravalle (da Paderno Dugnano a Novate/Bollate) sono ancora in alto mare. Simile il discorso per la Pedemontana, l’opera da 5 miliardi per la quale le banche non intenderebbero garantire ulteriori prestiti-ponte, dopo l’ultimo finanziato dei primi di aprile. Situazione che non consentirebbe di completare il lotto B1 (Lomazzo-Lentate sul Seveso) in tempo per l’evento del 2015.

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