Beppe Grillo esce dal silenzio del dopo elezioni europee e ritorna sulla scena direttamente a Bruxelles. Dopo due giorni di riflessioni, e numerosi contatti telefonici, il leader del Movimento 5 stelle ha incontrato Nigel Farage, presidente del partito euroscettico e indipendentista inglese (Ukip). L’obiettivo è quello di trovare alleati con cui formare un gruppo all’interno del Parlamento europeo: se infatti i 17  eletti pentastellati decidessero di non unirsi ad altri, il rischio sarebbe quello di essere  esclusi dalle dinamiche politiche dell’Unione. “Stiamo solo sondando, leggerete tutto sul blog” assicura, anticipando però che rivedrà nelle prossime settimane il leader dell’Ukip. Ma i toni della nota degli euroscettici inglesi sembra avere toni più determinati. “Oggi ho incontrato Nigel Farage a Bruxelles – scrive su twitter Grillo – Ci incontreremo ancora nelle prossime settimane. Siamo ribelli con una causa e combatteremo con il sorriso”. Parole pronunciate durante l’incontro tra Grillo e Farage, secondo quanto riportato da una nota dell’ufficio stampa del leader degli euroscettici britannici. E la soddisfazione appare emergere anche dalle parti di Farage: “Se funziona, sarebbe magnifico vedere ingrossare le file dei cittadini al nostro fianco. Se riusciamo a trovare un accordo, potremmo divertirci a causare un sacco di guai a Bruxelles“. Un incontro, si legge nella nota dell’Ukip, che “potrebbe portare alla formazione di un nuovo gruppo al Parlamento europeo”.

E’ una mossa, spiegano i due leader, “che dovrebbe incutere timore ai burocrati di Bruxelles”. Grillo e Farage “sono convinti dell’importanza della democrazia diretta in Europa per raggiungere il cambiamento”. “Hanno sottolineato – continua il comunicato – che tutti i partiti politici dell’eventuale nuovo gruppo devono poter fare campagna elettorale in autonomia e votare come vogliono in un quadro di accordi di base”.

Certo, se prima tutte le opzioni sembravano ancora sul tavolo, ora la strada sembra più definitiva. I fondatori del Movimento cercano da alcuni giorni di mediare per trovare una soluzione. E mentre tra parlamentari e attivisti cresce la tensione, c’è chi cerca di spegnere le polemiche: “L’accordo con il leader dell’Ukip”, ha dichiarato Luigi Di Maio, “è un’ipotesi. Grillo vedrà anche altri. Ovviamente dobbiamo chiarirci sugli obiettivi. I gruppi parlamentari in Europa si formano sui programmi e questi programmi vengono codificati in maniera molto stringente. E’ un meccanismo interessante che evita il proliferare di gruppi”.

Video di Francesca Martelli

Un pranzo in centro a Bruxelles, tra Farage e Grillo, che avrebbe dovuto restare segreto. E’ stato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini a rivelare tutto su Facebook dopo aver incontrato il comico per caso in aeroporto a Malpensa: “Volo a Bruxelles”, ha scritto, “pranzo con Marine Le Pen. A Malpensa ho incontrato Grillo. È sul mio aereo, lunga e interessante chiacchierata”. Un messaggio che ha svelato i movimenti del comico, subito intercettato dai giornalisti. Sono settimane che i vertici del Movimento lavorano ad eventuali alleanze per fondare una formazione “che chieda una nuova rotta per l’Europa”. Farage nei giorni scorsi aveva ipotizzato di fare gruppo con il M5S e ieri aveva ribadito l’auspicio di un incontro faccia a faccia col leader pentastellato. Per questo è stato fissato il pranzo. L’Ukip sta contattando i rappresentanti di almeno sei Paesi dell’Unione europea per cercare di potersi alleare con altre forze e avere uno schieramento indipendente nel Parlamento. Nei giorni scorsi, secondo quanto si apprende, Farage ha parlato più volte al telefono con Gianroberto Casaleggio.

La Lega Nord invece ha sempre dichiarato l’intenzione di formare un gruppo insieme alla leader francese. Diversa invece la posizione del Movimento 5 stelle che ancora non ha dato indicazioni su dove siederanno i suoi 17 deputati. “Deciderà la rete“, avevano sempre detto i vertici del Movimento. La scelta di Grillo aveva  scatenato le reazioni dei suoi. Tanto che il capogruppo alla Camera Giuseppe Brescia è dovuto intervenire per specificare che “ancora non si è deciso nulla”: “Tutti scrivono che quello di Farage è un partito xenofobo, il nostro no. Ricordo che è grazie a noi che è stato abolito il reato di immigrazione clandestina e ne siamo felici. Noi dobbiamo andare a confrontarci sui temi, ovviamente non su idee diverse dalle nostre. Noi non siamo xenofobi. Noi abbiamo idee anti-austerity e vogliamo rivedere il fiscal compact, confrontarci su questioni che vanno a incidere sull’economia reale del paese”. E l’ultima parola, ribadisce, spetterà al web. “Proporremo sempre alla Rete – ribadisce – di pronunciarsi sulla formazione di un gruppo per essere incisivi in Europa. E’ scritto nel regolamento”. 

E infatti il regolamento parla chiaro. Il codice di comportamento redatto in vista delle europee prevede, al capitolo “Gruppo politico”, che “laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle verrà fatto su proposta di Beppe Grillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S”. Su questo assunto si stanno muovendo i vertici del M5s. Da settimane, infatti, Claudio Messora, l’uomo dello staff della comunicazione M5S scelto per Bruxelles, sta curando i rapporti con altre forze politiche per formare un gruppo di euroscettici. Si tratterà, se tutto dovesse filare liscio, di un’alleanza “loose”, vale a dire – come hanno detto Grillo e Farage – che si portano avanti le battaglie comuni -fiscal compact e anti-austerity per citarne alcune- mentre ci si muove diversamente rispetto a temi sui quali si hanno punti di vista differenti.