“In prossimità delle elezioni europee giudichiamo molto importante la partecipazione a esse”. L’invito a non disertare le urne domenica 25 maggio arriva dall’episcopato italiano, che nel messaggio pubblicato al termine dell’Assemblea generale annuale della Cei, scrive che “il Parlamento europeo è l’unico organismo dell’Unione europea eletto dai cittadini e quest’anno è la prima volta che ciò avviene, dopo le nuove competenze a esso attribuite dal Trattato di Lisbona (2009). La partecipazione attiva alle elezioni – sostengono i vescovi italiani – è un’opportunità per esercitare la propria co-responsabilità per il futuro dell’Europa”. Nella conferenza stampa al termine della settimana di lavori dell’episcopato della Penisola, il presidente della Cei Angelo Bagnasco dichiara subito di aver appreso soltanto il 22 maggio dell’intercettazione telefonica di Claudio Scajola che al telefono con la moglie lo cita raccontando di un incontro a cena con, tra gli altri, i cardinali Francesco Coccopalmerio e Giovanni Battista Re che lo avrebbero incoraggiato a candidarsi alle elezioni europee. “Re – afferma Scajola nell’intercettazione secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – dopodomani al Sinodo vede Bagnasco e Bertone, e impegna anche loro”.

Nell’assemblea generale confronto molto aspro dei vescovi italiani sulle modifiche apportate allo statuto della Cei per la scelta del presidente dopo che il Papa, che per la prima volta ha tenuto la prolusione che ha aperto i lavori, aveva chiesto di cambiare le regole consentendo all’episcopato della Penisola di eleggere il proprio rappresentate come avviene in tutti gli altri paesi del mondo. Nelle prime votazioni l’assemblea si è spaccata a metà con la posizione sostenuta da Bagnasco, quella per una terna di vescovi diocesani votata a maggioranza assoluta da presentare al Papa, minoritaria seppure soltanto per due voti (104 voti per l’elezione diretta contro 102 per la terna). Un serrato dibattito e un appello all’unità ha visto l’opzione della terna prevalere con 156 voti contro 31. Tra questi ultimi, però, i maggiori critici sono stati l’arcivescovo di Chieti-Vasto, il teologo Bruno Forte, scelto da Papa Francesco come segretario speciale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si terrà a ottobre prossimo in Vaticano, e monsignor Domenico Mogavero a guida della diocesi di Mazara del Vallo.

Nel corso dei lavori dell’assemblea generale della Cei è stato presentato e approvato il bilancio consuntivo della Conferenza episcopale italiana per l’anno 2013 e sono stati definiti e approvati i criteri per la ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2014 dove, proseguendo la tendenza degli ultimi anni, è stato aumentato di 5 milioni di euro il fondo per la carità, mentre 500mila euro sono stati destinati all’emergenza in Bosnia Erzegovina. La somma relativa all’otto per mille assegnata alla Chiesa cattolica per il 2014, che risale alle dichiarazioni dei redditi del 2010 presentate nel 2011, è di un miliardo 55milioni 321mila euro (l’anno scorso era stata di 1miliardo 32milioni di euro). I soldi sono stati ripartiti in questo modo: 433milioni 321mila euro per esigenze di culto e pastorale (420 milioni 667mila euro l’anno scorso); 245milioni di euro per gli interventi caritativi (240milioni di euro l’anno scorso); e 377 milioni di euro per il sostentamento clero (382milioni lo scorso anno).

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