Si chiama Tommaso Martelli, ha 36 anni e si è inventato iDon’t, la prima App italiana che misura il nostro grado di dipendenza da smartphone e blocca tutte quelle applicazioni che ci stanno rubando la vita: da Facebook a Twitter, da Ruzzle a Whatsapp. Un test d’ingresso di dieci domande stabilisce il grado di dipendenza e in base a questo suggerisce il numero di ore da trascorrere sulle vostre App preferite nell’arco della giornata. Passato questo lasso di tempo iDon’t le blocca tutte ad eccezione di quelle di sistema, cioè telefono, mail ed sms.

Questa novità si va a inserire nel filone del Digital detox, un movimento trasversale e ormai planetario che sta mettendo in campo iniziative concrete volte a re-imparare a vivere senza le tecnologie o a farlo senza esserne sopraffatti. Nei digital detox camp californiani, ad esempio, si consegnano tutti i dispositivi tecnologici, che verranno restituiti solo alla fine della permanenza. Le attività previste sono la socializzazione, il contatto con la natura, i gruppi di consapevolezza. In una parola, si torna all’era analogica. E senza il collare elisabettiano, come ipotizzato in un simpatico video della Coca Cola.

L’app per ora è disponibile solo per le piattaforme Android, ma a breve verrà rilasciata anche la versione Ios. 

“L’idea è nata per strada, quando un giorno ho assistito allo scontro frontale tra due persone con gli occhi incollati allo smartphone. Ma anche al ristorante dove la conversazione è quasi sparita, sepolta sotto messaggini, mail e giochi online”, racconta Tommaso. “Salvare il mondo magari è troppo, ma può essere un punto di partenza per riflettere su come sono cambiate le nostre abitudini negli ultimi anni. Su tante cose la tecnologia ci aiuta, ma le conseguenze sul piano umano e della comunicazione sono ancora tutte da scoprire. Allora ben venga un po’ di consapevolezza”.

Il progetto a lungo termine è di passare dalla rete al mondo reale. Come? Lo scopriremo nella prossima puntata.

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