Sibila un fedelissimo, di quelli antichi: “A Berlusconi possono dare pure l’anestetico, ma l’effetto dura due giorni. Il terzo giorno svanisce e lui torna Berlusconi. Vedrete, sarà un crescendo”. Chi parla, descrive un condannato per nulla impaurito dai cartellini gialli o rossi del tribunale di sorveglianza. Meglio, che tenta di autoconvincersi che la misura estrema della revoca dei servizi sociali non arriverà mai. Per un semplice motivo, secondo un ragionamento della corte berlusconiana. Prima dei domiciliari ci sarebbe un passaggio obbligatorio in galera e a quel punto prevarrebbe nei magistrati il timore di favorirlo elettoralmente come martire rinchiuso in galera. Che poi lo stesso B. avrebbe paura del carcere è un’altra storia.

Ma il segnale che al momento la campagna elettorale procede senza cambiamenti arriva dall’agenda dei prossimi giorni. Compatibilmente con il regime dei servizi sociali (rientro alle 23 e solo tre giorni a Roma, quelli centrali della settimana), l’ex Cavaliere sarà il 2 maggio a Virus, la trasmissione di Nicola Porro su Raidue, e il 4 maggio a In 1/2 ora di Lucia Annunziata, su Raitre. Sempre il 4 maggio è previsto un comizio a Bari con Raffaele Fitto, che è anche la città che tanto ha dato alla Satiriasi berlusconiana. Quasi una sfida ai magistrati che vogliono “zittirlo” o “imbavagliarlo”, per usare i verbi più in uso in queste ore ad Arcore, dove si trova Berlusconi. Il suo sfogo per le “minacce” arrivate dalle toghe milanesi è tra lo stupore e la rabbia: “Io mi sto conformando alla sentenza e alla misura che mi hanno dato. Cosa vogliono di più? Togliere il diritto di critica al leader di un partito da dieci milioni di voti? Sono loro che devono decidere gli aggettivi da usare?”.

Berlusconi si riferisce alle frasi della discordia che stanno seminando il panico nella sua corte. Quelle distribuite tra Piazzapulita su La7 (il 28 aprile) e Mattino cinque su Canale 5 (il 29 aprile). Per la serie: “È una sentenza non solo mostruosa, ma anche ridicola, vedrà come tutto questo fra non molto verrà a galla”. Obiezione a corte: B. deve limitarsi a definire “ingiusta” la sentenza e non usare gli aggettivi “mostruosa e ridicola”? Ancora, dalla campagna elettorale in tv che peraltro sta facendo crollare gli ascolti dei programmi dove va: “I servizi sociali si danno a chi deve essere rieducato e mandare un signore alla mia veneranda età, con tutto quello che ho fatto, perché sono quello che ha governato di più nella storia della Repubblica, più di De Gasperi, e quello che ha presieduto più G8, pensare che si possa rieducare credo sia una cosa ridicola non per me, ma per il Paese”.

Quello che è certo è che si tratta di attacchi mirati, voluti. Come la presunta gaffe sui tedeschi che negano i lager. Per sconfiggere l’astensionismo e la delusione del suo elettorato, Berlusconi ha sinora individuato tre bersagli in questa campagna. Il primo, appunto, è la Germania, per cavalcare il sentimento anti-teutonico della pancia del Paese. Ieri, gli hanno mostrato una foto della Merkel e lui ha chiosato in romanesco: “Aridatece Kohl”. Il secondo è Napolitano. E qui si innesta un’altra minaccia, stavolta riferita da Vietti, vicepresidente del Csm: “Chi pensa di far campagna elettorale utilizzando il presidente della Repubblica scherza col fuoco”. Dal “golpe” con Fini nel 2010 alla mancata grazia motu proprio, l’ultima invettiva è dal sapore horror: “Quando vedo lui penso a Profondo rosso”. Il terzo, infine, è Grillo: “Gli italiani devono avere paura, mi fa ricordare personaggi come Robespierre oppure Marx e Lenin. Grillo è il prototipo di questi signori, compreso Hitler”.

Un crescendo senza fine, che però rischia di creare spaccature nel fatidico cerchio magico sulla gestione del Condannato. Il riferimento all’anestetico da parte della fonte già citata non è casuale. Tutto inizia con il ritorno di B. a Porta a Porta una settimana fa. La presenza di Zangrillo, suo medico personale, la cadenza biascicata da ubriaco, le pressioni di Toti nelle pause pubblicitarie, gli accordi presi tra Vespa e Ghedini. Tutto andava nella direzione di un Berlusconi da sedare e tenere sotto controllo. Poi tutto è cambiato e lui ha ripreso a fare il Caimano, sobillato forse dalla fidanzata convivente, Francesca Pascale. Raccontano che ieri Ghedini fosse furibondo e minaccioso: “Sta saltando tutto, io non garantisco più”. Forse una regolata ci sarà, ma non più di tanto. Sotto sotto, il Condannato sembra disperato, come dimostra l’audience disastrosa delle trasmissioni in cui è apparso. L’inventore delle tv commerciale si è trasfigurato in un Attila del piccolo schermo: dove passa lui non cresce più lo share. In compenso, i sondaggi mostrerebbero un’inversione di tendenza, così dicono i suoi.

da Il Fatto Quotidiano del 30 aprile 2014