Non finisce mai. Anzi, se non fosse che il soprannome era riservato a un giocatore dell’Inter, si potrebbe dire che nonostante tutto El segna semper lü. Da condannato, decaduto, interdetto, incandidabile e affidato ai servizi sociali in un centro anziani Silvio Berlusconi tenta la sua ennesima insperata scalata. Dato per spacciato chissà quante volte, per logoro e consunto, il fuggiasco non fugge ma si tuffa di nuovo nella mischia. Spende i suoi soliti numeri, forse farà anche meno audience del solito, ma non molla e vuole ripetere la performance che portò il Pdl da partito moribondo (fine 2012) a primo interlocutore per il governo delle larghe intese (febbraio 2013). Nella giornata in cui i giudici definiscono “sconcertante” il quadro della sua vita privata e il Ppe è imbarazzato dalla presenza di un leader politico che usa la storia a mò di barzelletta, lui torna in tv in prima serata e corre a testa bassa contro Napolitano e i giudici, difende Dell’Utri (“torturato” e “perbenissimo”), abbraccia Renzi (“non è un vero avversario, potrebbe stare in Forza Italia”) e come al solito smentisce se stesso (ora se Fi arriverà terzo, dice che l’Italicum dovrà essere abbandonato). Segna sempre lui: proprio oggi la nuova piattaforma di accordo sulla riforma del Senato uscita dagli incontri di Matteo Renzi all’interno del Pd ricalca in pieno la proposta d’accordo avanzata nei giorni scorsi dai berlusconiani. 

Il déjà vu già iniziato con il monologo di Domenica Live – interrotto dalle sole domande della D’Urso sulla Pascale e i cani – prosegue con PiazzaPulita. Come accade da giorni il primo obiettivo a finire nel mirino è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano“Avevo chiesto al capo dello Stato, anche senza richiesta formale, di darmi la grazia ‘motu proprio’ e che ne aveva il dovere morale – dichiara nell’intervista registrata a Villa Gernetto che andrà in onda in prima serata di oggi, 28 aprile – Io non l’ho chiesta perché non mi sento colpevole, tecnicamente non ero in grado di commettere il reato per il quale sono stato condannato”. Poi ancora la ricostruzione della prima vera crisi del suo ultimo governo, nel 2010: “Nel 2010 Napolitano si era fattoparte attiva affinché Fini spostasse una parte dei suoi parlamentari a sinistra, formando una nuova maggioranza rispetto a quella eletta dagli italiani e dando vita a un governo di cui lui avrebbe avuto l’incarico”. “Ho le prove – aggiunge il leader di Forza Italia – Ci sono dei testimoni al corrente, prove insuperabili”. Ma non mette a disposizione nomi e elementi: “Non sono autorizzato a fare nomi, se dovesse uscire una necessità anche giurisdizionale di chiarimento i nomi si faranno”. In questi anni Napolitano ha travalicato i suoi poteri? “Lascio ad altri e alla storia il giudizio di quanto è successo”. Ma, precisa il Cavaliere, Fi non ha votato l’impeachment avanzato dal M5S perché “non condividevamo le motivazioni”.

Poi la sentenza che lo costringerà – probabilmente da venerdì 2 maggio – a fare volontariato nel centro anziani di Cesano Boscone. “E’ una sentenza non solo mostruosa, ma anche ridicola, vedrà come tutto questo” fra non molto “verrà a galla”. “Sono assolutamente sereno – prosegue il leader di Forza Italia – perché sono sicuro che questa condanna sarà un boomerang per chi l’ha voluta”. “La mia indignazione – afferma è per quello che mi sta succedendo dopo 20 anni di lotta per la liberta in questo Paese”, ha concluso Berlusconi. Riguardo all’assegnazione ai servizi sociali spiega di “sentirsi pronto”. “Non mi sento umiliato a farlo e sarò a disposizione – dice – Penso che parlerò e starò ad ascoltare ci saranno molti di queste persone ricoverate che avranno seguito la mia storia imprenditoriale e politica e credo saranno interessate a parlare con me”. “E’ una cosa assolutamente piacevole che non rappresenta nessun sacrificio, probabilmente finirò per stare li tutto il giorno” aggiunge sottolineando, invece, i “vincoli enormi” imposti alla sua libertà movimento dovuti alla sentenza. “Voglio essere a disposizione, mi chiederanno di fare delle cose e sarò disponibilissimo a farlo” afferma. Farà animazione, suonerà il piano?, gli chiede Formigli. “Non credo – risponde – ma credo che parlerò soprattutto e starò ad ascoltare. Ci saranno molte di queste persone che hanno seguito la mia storia e saranno interessate a parlare con me”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio non sarà “una cosa umiliante – aggiunge – ma una decisione ridicola non per me ma per il Paese pensare che si possa rieducare il cittadino italiano che per più tempo è stato responsabile del governo e che ha presieduto per 3 volte il G8 consegnandolo a dei servizi sociali”. “C’è indignazione” per quello che sta succedendo e “c’è assoluta consapevolezza nei magistrati che questa sentenza è una sentenza politica inventata”. 

Nel frattempo sulle riforme offre un’ennesima presa di posizione. Perché se sul Senato sembra che ormai passi l’ipotesi proposta da lui (quella dell’elezione dei senatori da parte dei consigli regionali), sulla legge elettorale il Cavaliere ri-ri-ricambia versione: sull’Italicum, dice, “abbiamo accettato modifiche, noi siamo sempre persone ragionevoli, e abbiamo sempre come prima preoccupazione l’interesse del Paese, esattamente il contrario di quello che ha fatto la sinistra”. Se Forza Italia arriverà terzo sosterrete l’Italicum?, gli viene chiesto. “Certo, è un ragionamento concreto, ma stia tranquillo non arriveremo terzi, riusciremo a rimontare”, risponde. “Alle prossime elezioni europee andremo oltre il 25% – prosegue – E’ un miracolo se i sondaggi ci danno al 20% dopo 14 mesi di assenza assoluta del leader del centrodestea di giornali e dalle tv – aggiunge – ma noi riusciremo a rimontare”.

Poi l’operazione “svuotamento” degli avversari. “L’invincibile” Renzi, intanto. “Matteo Renzi non è certamente imbattibile – dichiara – Io sono convinto che prevarremo nelle prossime elezioni”. Anzi, di più: “Io non lo considero davvero un avversario fino in fondo, Renzi lo avrei preso nel mio partito, potrebbe stare in Forza Italia” perché, tra l’altro, “non è comunista”. Cosa invidio a Renzi? gli chiedono. “L’età” replica divertito. Poi tocca al Pd: “Il riformatore sono io non quelli del Partito Democratico. Noi le riforme le abbiamo fatte nel 2005″. Il leader del centrodestra indica quella del Senato come “l’unica vera riforma presentata dal Pd”. “Non possiamo accettare il fatto che si tenti di far passare il Parito Democratico come chi vuole ammodernare lo Stato – aggiunge – La nostra riforma del 2005 è stata abrogata da un referendum sciagurato voluto dalla sinistra”. 

Infine niente scuse dopo il falso storico sui tedeschi che negano l’esistenza dei lager, nonostante l’invito del candidato Ppe alla presidenza della commissione europea, Jean Claude Juncker. “Non vedo perché dovrei scusarmi con sopravvissuti all’Olocausto, io sono l’italiano più vicino a Israele, ho rapporti buonissimi con i cittadini israeliani e Israele è l’unica democrazia in Medio Oriente. Non ho bisogno scusarmi né con sopravvissuti all’Olocausto né con i cittadini tedeschi. Io sono grande amico di Israele ed ho rapporti buonissimi con loro sono l’unica democrazia in Medio Oriente mentre non ho bisogno di scusarmi con i cittadini tedeschi. Mi spiace che abbiano interpretato male. Ma è una speculazione elettorale di Schulz su una frase che non ha nulla a che fare con i cittadini tedeschi”. “Schulz vive di gloria riflessa dal 2003, dal dibattito tra me e lui”, aggiunge, e sulle frasi di sabato c’è stata la “solita speculazione elettorale” da parte del candidato del Pse. Le uniche sono “se qualcuno ha pensato che dicessi qualcosa di negativo nei suoi confronti”.