“Stiamo aspettando la proposta definitiva di Etihad, dopo che Alitalia ha risposto alla loro lettera. Ora vediamo se la trattativa tra due soggetti privati si chiuderà. Il governo darà il suo sostegno, per la parte che gli compete, ovvero la prospettiva strategica dell’operazione e per la tutela dell’occupazione”. Così Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, durante un videoforum a La Repubblica risponde sulla trattativa in corso (e in stallo) su Alitalia

Ieri l’ad Gabriele Del Torchio, a poche ore dal Cda che si era chiuso con un sostanziale nulla di fatto, ha incontrato i segretari generali dei sindacati. Che, insieme alle banche, sono la controparte con cui l’azienda deve ora trattare per risolvere i due principali nodi (costo del lavoro e debito)e  che sono la chiave per arrivare all’accordo con Etihad. 

Proprio sul costo del lavoro arriva la notizia, pubblicata da Il Messaggero, che consiglieri ed i sindaci della compagnia aerea si sono tagliati i compensi, così come i dirigenti, a partire proprio dall’amministratore delegato, del 10-20%. Sempre secondo il quotidiano romano Del Torchio avrebbe avuto dei contatti con i rappresentanti di Unicredit e Intesa Sanpaolo, azionisti-creditori cui avrebbe prospettato la necessità di rinunciare almeno a 400 milioni. Questo per evitare che l’iniezione di 400 milioni di equity venisse assorbito dalle passività. Ma solo da parte di Unicredit ci sarebbe stata disponibilità a trattare.

Sugli esuberi – a gennaio la cifra che veniva confermata erano di 1900 – Lupi ha confermato che “questi numeri enormi che si leggono sui giornali non li ho mai visti. Etihad è una prospettiva molto importante perché riporta il nostro sistema aeroportuale al centro di un mondo che è cambiato”. Su Twitter poi il ministro scrive: “Io ho letto bozze e linee guida del piano industriale di #Etihad e non ho visto gli esuberi che circolano sui giornali”. 

 

Lupi parla anche di politica: “Credo che Roberto Formigoni sia stato uno dei più bravi amministratori regionali e la Lombardia un esempio di modello di buon governo” dice un videoforum a Repubblica Tv. Quanto alle inchieste nelle quali è coinvolto l’ex governatore della Lombardia, “ne risponderà lui”. Il ministro ragiona anche degli abbandoni clamorosi di Forza Italia: “Occore prendere consapevolezza del fatto che Forza Italia ha fallito perché, dopo una storia importante, non è stata capace di guardare al futuro e raccogliere la richiesta di rinnovamento che arriva dal Paese. Il fatto poi che persone come Paolo Bonaiuti, entrato nel nostro gruppo, o Sandro Bondi facciano queste riflessioni dimostra che Fi non è più capace di attrarre moderati, non rappresenta più il sogno di un cambiamento vero nel senso sussidiario e liberale”.