“Non volevo fare un film di inchiesta, volevo raccontare quanto la corruzione delle case farmaceutiche fosse vicina a noi”. Il regista Antonio Morabito nel film ‘Il venditore di medicine‘ (prodotto da Amedeo Pagani in collaborazione con Rai Cinema), nelle sale dal 30 aprile, denuncia la collusione tra la classe medica e Big Pharma a danno della salute dei cittadini, partendo da quello che succede nello studio del medico di famiglia, nei reparti degli ospedali e nei corridoi del Parlamento.

Il protagonista è un informatore scientifico (Claudio Santamaria) che corrompe medici e farmacisti con denaro, regali, premi o viaggi in cambio della prescrizione del farmaco. Il vicedirettore del Fatto Marco Travaglio veste i panni del primario che rifiuta i favori di un’azienda perché ha già sceso a patti con un’altra.

“Le mie fonti sono stati medici e rappresentati farmaceutici: ne ho incontrati tantissimi, avevano una gran voglia di sfogarsi – rivela il regista – anche se all’inizio è stato difficile ottenere la loro fiducia. Ovviamente vogliono rimanere anonimi, altrimenti perderebbero il posto di lavoro”.

(Nella foto Antonio Morabito)