Cucina

“Al Méni”, cuochi da tutto il mondo sotto un tendone da circo. Insegna Bottura

Anche Rimini si aggancia alla "moda" della rivalutazione della tradizione culinaria dell'Emilia Romagna. Così il 2122 giugno in piazza Fellini verrà creata una struttura per ospitare i 24 giovani chef internazionali che cercheranno di reinterpretare la cucina tradizionale sotto gli occhi del celebre professionista

di Davide Turrini

Anche Rimini avrà il suo evento culinario di rilevanza mondiale addirittura prima dell’Expo 2015. Con l’industria del cibo si esce dalla crisi, o almeno questa sembra l’idea a cui si aggrappano gli amministratori dell’Emilia Romagna. E mentre a Modena e Bologna si preparano le megastrutture di Fico e Palatipico pronte per il 2015 a cavallo della fiera internazionale milanese dedicata proprio al cibo, la capitale della Romagna e della piadina ospiterà il 21 e 22 giugno 2014 in piazza Fellini, proprio davanti a quel Grand Hotel che il regista riminese adoperò come materia dei suoi sogni, “Al Méni”. Un ritrovo con 24 giovani chef (12 italiani, 12 mondiali) sotto un enorme tendone rosso e bianco ad occupare il piazzale, tutti intenti a reinterpretare piatti e cibo della tradizione emiliano-romagnola dalle 9 della mattina a mezzanotte. “Non sono i soliti personaggi televisivi, ma qualcuno di più vero e passionale”, spiega Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione, musica, teatro, eventi del comune di Rimini al fattoquotidiano.it, “il sottotitolo dell’evento è ‘le cose fatte con il cuore e con le mani’, Rimini cerca di riposizionarsi come terra vera e non più come luogo di plastica”.

Addio epoca dell’effimero, benvenuta era del cibo di qualità con tre stelle Michelin. Perché in prima fila Al Méni c’è proprio Massimo Bottura, autore del lancio ufficiale mentre nelle stanze della Regione Emilia Romagna si discettava di campi, prodotti dell’orto e rilancio dell’agricoltura: “Da anni sostengo non solo a parole che l’Emilia Romagna ha le potenzialità attraverso artigiani, casali e contadini di diventare la nuova Catalogna”, ha spiegato alla stampa il grande cuoco modenese, “L’ex ministro Gnudi aveva affidato a me e al professor Bergami (direttore dell’Alma Graduate School di Bologna, ndr) un documento per studiare lo sviluppo del turismo, di sinergie e marketing territoriale, di rapporti ristoranti-hotel-organizzatori grandi eventi. Ma il documento giace in qualche cassetto del ministero. Allora ci siamo detti: perché non partire prima? Con il sindaco Gnassi, nella sua capitale della Romagna, creeremo un evento internazionale dove i giovani cuochi più bravi di tutto il pianeta interpreteranno le incredibili eccellenze dei nostri prodotti artigiani”.

La leggenda vuole che Gnassi e Bottura si siano incontrati un anno fa in occasione della Rimini Street Food, davanti allo storico chiosco di piadine riminesi della “Lella”. Lei prepara allo chef citato con adorazione dai critici del New Yorker una piadina col prosciutto, lui le dona la ‘sua’ ricetta della piadina: roba da tenere custodita in cassaforte. E’ lo chef che scende dal piedistallo, rivaluta i baracchini delle “piade” sulla strada e poi riparte sgommando sulla sua Harley Davidson: “Il cuore d’Italia è traversato da una strada maestra lunga di 256 chilometri. È la via Emilia”, spiega Gnassi al fattoquotidiano.it, “Non c’è al mondo un’altra via così, che da 2200 anni unisce dieci città. L’Emilia Romagna è da sempre culla di talenti ed eccellenze. Vantiamo patrimoni enogastronomici di valore assoluto, dal culatello alla piadina, dall’aceto balsamico ai vini dei colli, al parmigiano-reggiano, dai tortellini al sardoncino. A fine giugno queste eccellenze scivoleranno verso il mare per incontrarsi e mettersi in mostra a Rimini”.

Finanziato dalla Regione e da parecchi sponsor privati Al Méni anticipa ogni altra struttura permanente sul territorio emilianoromagnolo che punterà nei mesi dell’Expo al rilancio del cibo d’eccellenza e, senza farsi mancare nulla, stiperà il tendone da circo di decine e decine di produttori agroalimentari per vendere i loro prodotti, oltre ad aver raccolto il beneplacito di Oscar Farinetti: “Non è nei credits ufficialmente della kermesse”, sottolinea con orgoglio Piscaglia, “ma ci stima, ci sta vicino e ha seguito l’evolversi della costruzione dell’evento. Il motore di questa iniziativa è però il sindaco Gnassi. Rimini con lui sta avendo un’altra faccia”.

“E’ un’iniziativa che non è passata in consiglio comunale per una votazione, ma che vediamo di buon occhio anche se stiamo all’opposizione”, spiega al fattoquotidiano il consigliere comunale riminese dei 5 Stelle, Gianluca Tamburini, “L’importante è comunque sottolineare le potenzialità di un settore in cui siamo forti, soprattutto se orientato all’accorciamento della filiera produttiva, al chilometro zero e al biologico. Certo, Piscaglia con pochi finanziamenti fa ottime cose e anche questo sindaco di fondo parecchio sonnacchioso, su queste iniziative si rianima. E’ un bravo organizzatore di eventi non c’è che dire. Speriamo solo che di fronte a problemi più strutturali come l’inquinamento, l’aeroporto e il palazzo dei Congressi, faccia qualcosa in più. Non vorremmo che Al Méni fosse solo una sorta di chiacchiericcio su cosa c’è sulle tartine della cena nella cabina del comandante mentre il Titanic affonda”.

“Al Méni”, cuochi da tutto il mondo sotto un tendone da circo. Insegna Bottura
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